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A partire dal primo convegno promosso nel 1981 a Milano, “Editoria e cultura a Milano tra le due guerre”, il principale filone di ricerca della Fondazione è consistito nel mettere a fuoco l’attività di mediazione editoriale, cercando spunti e occasioni per ripercorrere la storia della cultura assumendo un punto di vista particolare: quello dell’ editoria quale componente fondamentale del carattere di un’epoca, soprattutto moderna.

Se nella fase iniziale l’interesse si è concentrato sulle figure di Arnoldo e Alberto Mondadori e dunque sulle imprese editoriali che al loro nome sono legate, ben presto, sulla spinta del crescente interesse per la storia dell’editoria, l’ambito di intervento della Fondazione si è esteso all’intera cultura editoriale in Italia, a partire dal momento in cui le figure di autore, editore, tipografo e libraio hanno assunto contorni ben caratterizzati, che ne definiscono con sempre maggior precisione lo specifico ruolo.

Se obiettivo primario rimane la valorizzazione delle fonti conservate, a poco a poco lo sguardo si è esteso fino a comprendere il processo completo di lavorazione del libro, le tecniche della sua realizzazione materiale, le figure professionali coinvolte, ma anche la storia delle imprese, la creazione di nuovi profili di lettori, il rapporto con le scuole di pensiero e con le istituzioni, il rapporto tra autore e editore.

Tre premesse hanno caratterizzato il lavoro di questi anni: in primo luogo, la scelta di non nominare un comitato scientifico, ma di individuare un responsabile scientifico per ogni progetto. In secondo luogo, la rinuncia a sponsorizzare attività anche importanti ma che non vedono la Fondazione tra gli attori/promotori del progetto. Si è preferito infatti – e questa è la terza opzione – avviare collaborazioni su obiettivi comuni di medio o lungo periodo, ma anche su progetti specifici, con università, istituzioni pubbliche e private che condividono con la Fondazione l’interesse per gli studi in ambito editoriale o che affidano l’approfondimento degli aspetti di più specifica competenza editoriale alla stessa Fondazione nell’ambito di progetti più articolati.

La coerenza e la continuità delle iniziative, le collaborazioni di lungo periodo che hanno consentito di raggiungere obiettivi condivisi grazie anche a convenzioni che definiscono con chiarezza ruoli e risorse in campo, l’apertura ad approcci disciplinari diversi e innovativi, la volontà di conciliare il metodo accademico con il sapere professionale, hanno fatto sì che anche in questo ambito la Fondazione si sia ritagliata uno spazio precisamente definito nel ricco e complesso panorama dell’offerta culturale italiana.

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