Homepage » Cultura editoriale » QB19 «Dentro il teatro del mondo». Il catalogo Ubulibri

Era il luglio del 2012 quando in Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori furono trasportate le 660 scatole contenenti l’intero archivio della Ubulibri. Le avevano destinate qui gli eredi e l’Associazione Ubu per Franco Quadri. La volontà era quella di non interrompere il gioco che tra il 1977 e il 2011 agitò questi materiali a giro per la gonfia Giduglia del pancione di Ubu: valorizzare, e rendere accessibili i documenti immergendoli in un campo che li stimolasse alla scintilla del cortocircuito. Se ne costituì un corposo fondo: Franco Quadri-Ubulibri. Bi-corposo, verrebbe da dire: uniti il corpo dell’archivio della casa editrice e quello personale dell’editore in un craniopagus che ha a capo la testa riccioluta di Franco Quadri.

Questo QB19 «Dentro il teatro del mondo». Il catalogo Ubulibri, a cura di Nicolò Rossi, vuol suggerire uno sguardo sul fondo – su una parte del fondo: sul catalogo Ubulibri. Più precisamente, restringendo: sul catalogo teatrale della Ubulibri. E ancora: con parzialità irrinunciabile. Scegliere, e sacrificare, è stata mossa obbligata. Imposta dalla vorticosità del catalogo: per rimanere a galla nel mare Ubulibri, nel suo far editoria «per eccesso». “Eccesso” non tanto per i suoi numeri – tredici collane “più una” (Libri neri, Patalogo, Libri quadrati, Nuovo cinema tedesco, Testi Ubulibri, Libri bianchi, Quaderni dei Magazzini, Collanina, Lezioni milanesi, Cahiers e Nuovi cahiers di teatro, Film Ubulibri, Manuali Ubulibri, e le due pubblicazioni Fuori collana per il 37º Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia 2005) lanciate in poco più di trent’anni, trecentouno volumi pubblicati. È stata la costruzione di una fittissima rete di interconnessioni tra tutte le forme dello spettacolo, di un sistema di registrazione che rendesse conto di ogni sua manifestazione, di un laboratorio di studio e di lettura critica, e di intenti “militanti”, collaborazioni artistiche, disegni didattici, scoperte e lanci di novità e freschezze, e ripescaggi e riscoperte, a far della Ubulibri ciò che Oliviero Ponte di Pino definisce come «forse il più ambizioso e articolato progetto di casa editrice in Italia».

Con la Ubulibri, e in tutta la sua attività di critico e «finto editore», Franco Quadri ha inteso «osservare da vicino», «fiancheggiare creativamente» il teatro. Stessa intenzione ha questo QB, nei confronti del catalogo Ubulibri. Lo farà per pizzichi: quanto basta.

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