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Per chi ci ha chiesto delle testimonianze dirette abbiamo proposto ai nostri corsisti di raccontare in poche righe la propria esperienza al Master in Redattore.

Cosa consiglierei a chi vuole frequentare il master in redattore?
Genuina curiosità, spirito di sacrificio, creatività, sensibilità, capacità critica, e voglia di ridere (avete letto bene).
Non credo occorra dirvi che dal master vi sarà richiesto tutto questo e probabilmente vi verrà restituito forse qualcosa di più: incontri utili e interessanti, ottima formazione, appoggio e aiuto in fase di stage e anche dopo.
Tutto stupendo, allora?
Non proprio, perché poi bisogna mettere in conto anche quello che viene dopo: l’editoria.
Cosa richiede l’editoria?
Determinazione e capacità, certo.
Ma anche una buona dose di irrazionalità e coraggio, perché non è propriamente un settore in espansione, e non capita mai che il giorno dopo aver finito il master ‒ anche uno come questo ‒, ci si svegli con un contratto milionario a tempo indeterminato, magari come editor.
E poi molta umiltà e pazienza, perché accanto ai successi, ci saranno fatica, fallimenti e delusioni. E anche i lavori brutti e noiosi.
Se sarete mandati come me all’editoria scolastica potrebbero capitarvi le bozze su ittiti e sumeri, per esempio. Preparatevi.

Irene

Ho scelto di frequentare il master perché ho sempre amato i libri e avevo voglia di trasformare la mia passione in un lavoro. A quasi un anno di distanza la giudico un’esperienza molto formativa sia dal punto di vista umano che professionale. Vi avverto però, futuri masterini, c’è da studiare e lavorare (a volte anche di notte). State certi che molte delle vostre idee sul mondo dell’editoria cambieranno, vedrete i libri sotto un’altra luce (vi capiterà di non fare più attenzione ai titoli, ma al marchio o alle copertine): meno arte e più industria e artigianato.
Scoprirete i molteplici aspetti del lavoro editoriale e le figure professionali che ne fanno parte (e naturalmente anche il precariato). È possibile che alla fine del corso vi ritroverete a svolgere un lavoro molto diverso da quello che immaginavate al momento dell’iscrizione, personalmente ero convinto di essere destinato a compiti redazionali, invece il mio percorso si sta evolvendo in tutt’altra direzione e si intreccia sempre più con il web.
Per concludere, che dire? In bocca al lupo, dateci sotto e attenti ai refusi!

Massimo

Quando ho deciso di tentare l’ammissione al master, la motivazione più grande è stata senza dubbio la certezza di voler lavorare con i libri. Così mi sono iscritto a un corso che mi ha fornito un’ottima preparazione di base e strumenti ampiamente sufficienti per poter ambire a un posto di lavoro nell’editoria. Adesso, da redattore di una piccola casa editrice, sono orgoglioso del traguardo che ho raggiunto, e in tutta onestà mi sento in dovere di riconoscere il giusto merito a chi ha contribuito a darmi i mezzi per farlo. È stata un’esperienza magnifica, dal punto di vista umano e professionale, che ripeterei oggi stesso.

Simone

L’allegato forse non rispecchia appieno le richieste, ma credo sia un buon esempio di come il master crei dei redattori davvero pronti a tutto!

L’articolo è apparso martedì 5 gennaio sul quotidiano «Il Giorno», dopo l’ennesimo blitz in viale Bligny 42.

Alessandra

Il Giorno

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