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Mi piacerebbe concentrarmi sull’archivio
Giulio Einaudi

Secondo quanto previsto nello Statuto la Fondazione, con il consenso del Consiglio di amministrazione, può accogliere in dono o in deposito fondi archivistici e librari che riordinati, inventariati e aperti al pubblico potranno contribuire agli studi sulla mediazione editoriale e culturale.

La Fondazione quindi, al fine di garantire una scelta consapevole, condivisa e sostenibile, offre un servizio di consulenza rivolto a coloro che si trovano a dover scegliere a chi e come affidare la documentazione (lettere, manoscritti, documenti, libri, oggetti, fotografie, disegni, …) di persone, imprese, istituti culturali, riviste… che hanno operato nell’ambito del lavoro culturale.

La scelta, affermatasi negli ultimi anni, di privilegiare la formula del deposito coerentemente con quanto accade in altri paesi europei (basti pensare all’esempio francese dell’Imec dove l’acquisizione dei fondi non avviene mai per acquisto), risponde a diversi obiettivi: in primo luogo consente di discutere e condividere le scelte di conservazione e le politiche culturali di valorizzazione con i depositari dei fondi, che possono valutare nel corso degli anni l’operato della Fondazione; in secondo luogo, la scelta del deposito, che non costringe la Fondazione a sostenere oneri finanziari al momento dell’acquisto, consente di investire maggiori risorse nella valorizzazione. Questa potrà contare su una ormai consolidata rete di alleanze allacciate negli anni con enti locali, università, istituti di ricerca sui temi della memoria del lavoro editoriale e culturale.

Nel patrimonio archivistico e bibliografico affidato in deposito alla Fondazione si annoverano fondi di proprietà di enti pubblici come la Regione Lombardia (Collezione Minardi, Archivio Testori), di imprese (archivio e biblioteca dell’Agenzia letteraria internazionale, archivio della Legatoria Torriani) e di privati, ripartiti in eredi (archivio e biblioteca di Rosa e Ballo editori, archivio e biblioteca di Giuseppe Bottai, archivi Ferrieri e Porzio, biblioteca Tedeschi) e depositanti (fondo Pinotti e Collezione Tropea).

Per maggiori informazioni contattare la direzione

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