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La Collezione all’atto dell’acquisizione

La Collezione Minardi è costituita in gran parte da bozzetti originali prodotti per "Bertoldo" e "Candido" da alcuni disegnatori: Giovannino Guareschi, Giacinto Mondaini, Giovanni Mosca, Ferdinando Palermo, Carlo Manzoni, Sergio Toppi. Accanto alle 1.757 tavole di disegni originali è presente un piccolo nucleo documentario composto da corrispondenza, appunti, manoscritti e dattiloscritti di pubblicazioni, documentazione a stampa (soprattutto articoli tratti da quotidiani o periodici).

All’atto del versamento la Collezione Minardi si presentava suddivisa in due spezzoni. Il primo, quantitativamente più significativo, risultava composto come si è detto da disegni originali organizzati in nuclei distinti riconducibili ai vari autori. Accanto alle tavole sicuramente di mano di Guareschi, Mondaini, Mosca e Palermo, è presente anche un gruppo di disegni (inseriti nella sezione Autori diversi o non identificati) che, con la sola eccezione di un esemplare di Toppi, sembrano ascrivibili alla coppia Guareschi/Palermo e a Manzoni.

I disegni erano originariamente conservati in cartellette di cartone avvolte in carta da pacco o infilati in buste di plastica. I materiali apparivano variamente e sommariamente ordinati per formato, per autore o per argomento.

Per quanto riguarda le tecniche, si tratta perlopiù di disegni in bianco e nero su carta, in cui sono utilizzate chine e grafite, arricchite talvolta dall’uso di biacca e collages. I disegni a colori sono 132, con una netta predominanza dei toni del rosso, stesi con acquerelli, chine acquerellate, tempere e pastelli.

La documentazione non iconografica, conservata in cinque buste, era raccolta in fascicoli, senza ordinamento cronologico o alfabetico delle carte contenute.

La schedatura
In considerazione delle peculiarità del materiale iconografico la schedatura originariamente si è avvalsa di un foglio di calcolo in formato Microsoft Excel comprensivo dei seguenti campi:

L’inventario informatico inoltre è stato integrato con il riscontro della pubblicazione sul "Candido" dei disegni di Guareschi, riportando l’indicazione del numero del fascicolo, della data e delle pagine in cui sono effettivamente comparsi e con lo stato di conservazione dei disegni.

Sulla documentazione non iconografica è stata invece realizzata una prima schedatura individuando uno schema di classificazione che permettesse il collocamento dei materiali in sezioni omogenee. I dati ricavati, che successivamente sono stati inseriti nell’applicativo Sesamo (distribuito dalla Regione Lombardia) e sono stati strutturati in aderenza alle norme ISAD(G), seconda edizione, Ottawa 2000. Gli elementi utilizzati sono i seguenti:

Il riordino
Iniziando dai 21 disegni per il "Bertoldo", e proseguendo con le successive opere grafiche, tutte riferibili al "Candido", si è anzitutto ricomposta l’esatta cronologia di pubblicazione sui periodici.

A seguito della schedatura si è ritenuto opportuno riorganizzare la documentazione richiamandoci, in senso lato, al principio di provenienza, riconducendo i materiali alle testate di appartenenza ("Bertoldo" e "Candido") o agli autori a cui possono essere riferiti gli ulteriori nuclei documentari (Guareschi e Minardi).

All’interno di queste partizioni nel caso delle testate sono state costituite ulteriori sottoripartizioni, Corrispondenza e altra documentazione e Disegni, che ripropongono di fatto la diversa tipologia documentaria.

Le unità archivistiche sono state quindi ordinate cronologicamente all’interno dello schema di riordinamento adottato.


L’inventario
Al termine della schedatura e della riorganizzazione delle carte è stato compilato un nuovo inventario della collezione disponibile anche su supporto informatico. Seguendo lo schema sopraindicato le 1782 schede descrittive inserite riportano:

Per i fascicoli

Per i disegni Tutti i disegni sono stati digitalizzati in modo da permetterne la consultazione a video insieme ai dati descrittivi.

Conservazione e ricondizionatura
I disegni sono stati inseriti in buste di carta idonee e scatole protettive a norma, collocate in apposite cassettiere metalliche che risultano particolarmente adatte per la protezione dei formati più grandi. Al fine di una migliore conservazione i disegni sono stati aggregati e ricollocati in base al formato. È opportuno dunque ricordare che la collocazione fisica quindi diverge dalla classificazione e dall’ordinamento adottato nell’inventario.

Il materiali non iconografici sono stati ricondizionati in nuovi fascicoli e contenitori e collocati all’interno dei compactus.