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Enzo Ferrieri



Il «Convegno»




«Il Convegno non fu un gruppo letterario, né un’ambizione, magari sbagliata, né una brigata di giovani, vissuti in dimestichezza di studi e di letture, che avessero da far esplodere istinti vivaci per qualche stagione, né un incontro cercato di temperamenti affini. [...] Nacque come una mia vocazione privata, per deplorevole che fosse».

Enzo Ferrieri, Che cosa è stato il «Convegno» dal 1920 in poi, inedito.
In Archivio Enzo Ferrieri, Serie 1.3, fasc. 51/VIe

Nel clima un po’ affaristico e mondano che caratterizza la Milano del primo dopoguerra Enzo Ferrieri fonda – nonostante le vivaci opposizioni – la rivista «Il Convegno», creando un ponte con la cultura europea contemporanea attraverso il quale assicurare alla città la presenza di qualificati personaggi di cultura. Ad accompagnarlo nell’impresa, sin dal 1920, un coeso gruppo di amici, tra i quali il giornalista e traduttore Carlo Linati e il critico Eugenio Levi, solidi punti di riferimento nell’arco dei vent’anni di attività continuativa e puntuale della rivista.
«Il Convegno», come è dimostrato dalla serie completa presente all’interno dell’archivio nella sezione Materiali a stampa, ospita il meglio della letteratura italiana ed europea, riunendo oltre trecentocinquanta scrittori: alle pagine di Rebora, Ungaretti, Montale, Cecchi, Bacchelli, Piero Gadda Conti, Comisso, Piovene, Brancati, Buzzati si alternano quelle di Gabriel Faurè, Paul Valéry, Albert Thibaudet, Garcia Lorca.

Nei files audio allegati Lavinia Mazzucchetti e Enzo Ferrieri rievocano nel 1965 la temperie culturale del primo dopoguerra da cui ebbe origine il «Convegno».


  Primo numero del Convegno - Mazzucchetti e Ferrieri_01_(audio) - Mazzucchetti e Ferrieri_02_(audio)

Prassi diffusa del «Convegno» è quella di dedicare alcuni numeri monografici ad autori stranieri così da offrire un quadro più esaustivo dell’opera di un autore. Sul versante del mondo germanico, ad esempio, forte della collaborazione di Lavinia Mazzucchetti, Ferrieri sperimenta questa forma per presentare i capolavori di Thomas Mann, Rainer Maria Rilke, Hans Carossa, Stefan George; si sofferma poi sulla lettertura islandese, sulla letteratura russa, su Marcel Proust, su Theodor Storm.
Traduzioni di testi stranieri (si veda Esuli di James Joyce nella versione di Carlo Linati), poesie inedite, racconti di giovani letterati, saggi di artisti e critici – alle prime prove e già affermati – sono i tasselli sui quali si compone il mensile.


  Lezioni Rebora - Lezioni Borgese

La prima sede del «Convegno», dopo casa Ferrieri in via Canova, è una libreria in via Montenapoleone dove si assiste all’esordio de «Il Convegno editoriale», una piccola casa editrice che pubblica testi italiani e stranieri, tra i quali Il lettore provveduto di Cesare Angelini, Il cappotto di Gogol (versione di Clemente Rebora), L’entusiastica estate di Piero Gadda Conti, Il risveglio di primavera di Frank Wedekind (tradotto da Giacomo Prampolini). Il salto di qualità avviene nel 1922 quando, nelle sale di Palazzo Gallarati Scotti, prende avvio il Circolo del Convegno. I volantini di presentazione delle attività del Circolo conservati nell’archivio permettono di ricostruire le iniziative proposte: Ferrieri organizza cicli di lezioni e conferenze che spaziano dalla letteratura al teatro alla musica. Predilige incontri su temi vasti e fondanti, ad esempio Manzoni e l’Ottocento italiano, Goethe e Shakespeare, i grandi attori (la Duse, Ruggeri, Moissi) ed invita relatori d’eccezione come Pirandello (Come e perché ho scritto Sei personaggi in cerca d’autore, 31 ottobre 1924), Giuseppe Antonio Borgese, Giannotto Bastianelli, Ettore Lo Gatto, Charles du Bos, Henry Pruniéres, Filippo Tommaso Marinetti, Giuseppe Prezzolini, Silvio D’Amico, Italo Svevo.


  Wedekind_Risveglio di Primavera

In quelle stesse sale di Palazzo Gallarati Scotti, a partire dal 1924, il P.E.N. Club italiano trova una seconda sede (nello stesso anno viene fondato un primo centro a Roma).
Il respiro europeo del Circolo non dimentica l’ambiente lombardo: dopo Dossi, Lucini e Linati è Delio Tessa, nel 1932, pubblicato L’è el dì di mort, alegher, a importare anche il versante dialettale più alto.
Un’attenzione particolare è dedicata ai concerti: al Convegno si esibiscono Maurice Ravel, Pizzetti, Casella, Malipiero, Alfano, Respighi, Castelnuovo, Tedesco, Béla Bartók, Wanda Landowska, Prokof’ev e trovano spazio gli spirituals dei Fisk Jubilee Singers.


  Lettera dal PEN inglese_1939

Con larga parte di queste personalità Ferrieri mantiene un rapporto personale e, per tale motivo, molte sono le lettere originali e autografe conservate sia all’interno della serie Corrispondenza sia all’interno della serie Attività attraverso le quali è possibile approfondire e ripensare un capitolo della storia e della cultura italiana ed europea.


  Su Heinrich Mann_1932


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