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Presentazione

I materiali conservati nella Collezione Minardi afferiscono perlopiù alle riviste satiriche “Bertoldo” e “Candido”: Della seconda Alessandro Minardi fu tra i principali animatori insieme a Giovannino Guareschi.

Il nucleo più consistente è rappresentato dalla vasta collezione di tavole originali di disegnatori che lavorarono al “Candido” negli anni Cinquanta, e dunque, oltre alla dominante presenza di Guareschi, si trovano opere di Giacinto Mondaini, Giovanni Mosca, Ferdinando Palermo e una sezione finale di tavole non attribuibili con sicurezza agli artisti sopra menzionati oppure a Carlo Manzoni, mentre Sergio Toppi è autore certo di un solo disegno.

Non si tratta in ogni caso dell’archivio del “Candido”, quasi per nulla rappresentato nella sua parte gestionale e amministrativa, quanto del più rilevante spezzone sinora rintracciato della produzione iconografica per la rivista che, ricordiamo, ospitava un’articolata e vivace alternanza di testi e grafica.

Meno rappresentata è la parte iconografica del “Bertoldo”, limitata a sole 21 tavole, come anche scarsamente rilevanti quantitativamente — ma non privi d’interesse — appaiono i materiali non iconografici raccolti nelle serie Corrispondenza e altra documentazione, che danno conto non solo della documentazione prodotta da Minardi e Guareschi ma anche, in piccola parte, di materiali su Guareschi. Si dipana dunque tra le carte e i disegni una vivida e significativa testimonianza della duratura collaborazione tra i due, senza dimenticare che alle loro spalle Angelo Rizzoli e il figlio Andrea fornivano il necessario supporto finanziario e logistico per assicurare stabilità e continuità alla testata.

Tutti i 1782 record che compongono l’inventario sono identificati da un numero progressivo: di essi 1757 puntano una tavola, i rimanenti 25 appartengono a Corrispondenza e altra documentazione.

Le tavole sono state integralmente digitalizzate, mentre per i fascicoli che contengono in larga parte documentazione non iconografica è stata selezionata un’immagine rappresentativa. La visualizzazione procede attraverso tre modalità: lista, dettaglio e schermo pieno, dove si possono apprezzare le immagini nella migliore definizione. Tutte le scansioni, in visualizzazione dettaglio e schermo pieno, sono filigranate con il logo della Regione Lombardia e soggette a copyright.

L’inventario che qui si presenta segue ovviamente lo stesso schema di classificazione adottato nel volume a stampa (e qui riproposto alla voce Schede e immagini), ma consente anche ricerche puntuali all’interno dei percorsi Tavole pubblicate, Tavole non pubblicate, Tecnica, Colore, Indice dei nomi e Cose notevoli. Utilizzando queste chiavi d’accesso è possibile interrogare la sezione iconografica ottenendo informazioni già strutturate: da Tavole pubblicate si visualizzano le tavole di Guareschi pubblicate sul “Candido”; scegliendo Tavole non pubblicate sono mostrate le tavole di Guareschi non pubblicate sul “Candido”; con Tecnica si selezionano le tavole ordinate per tecnica (china, china e grafite, collage…); Colore identifica e restituisce le tavole colorate e in bianco e nero; l’Indice dei nomi permette una ricerca puntuale dei nomi citati nelle iscrizioni (e dunque anche nelle didascalie), mentre le Cose notevoli, suddivise in Contrordine compagni!, L’ha visto Pajetta, Il “partito pilota” (la DC), Uniti nell’odio (la DC e il PCI) propongono alcuni percorsi tematici che, soprattutto nei primi due casi, permettono di recuperare e apprezzare temi e stilemi tipicamente guareschiani.