LAVINIA MAZZUCCHETTI
Milano 1889 - 1965
Nata a Milano nel 1889, Lavinia Mazzucchetti è stata tra i protagonisti della germanistica italiana. Libera docente in letteratura tedesca fin dal 1917, è incaricata prima a Genova, poi a Milano. Il suo antifascismo le costa l’esclusione dall'insegnamento universitario, avvenuta nel 1929. Iniziata nel 1913 su “il Secolo”, la sua intensa attività giornalistica permette di rivelare al pubblico italiano autori come Kafka, Hesse, Rilke, Zweig. Ma è soprattutto con il suo lavoro di critico e traduttore che la Mazzucchetti svolge un ruolo fondamentale di mediazione tra cultura tedesca e italiana: si occupa infatti di Schiller, Schlegel, Goethe, della poesia moderna, dei rapporti culturali tra Italia e Svizzera, del romanzo tedesco contemporaneo.
La sua ricca bibliografia annovera diversi saggi critici e biografici (tra questi La vita di Goethe seguita sull'Epistolario, Milano 1932; Novecento in Germania, Milano 1959), opere didattiche (come Elementi di lingua tedesca per le scuole classiche, Milano 1931); è inoltre instancabile traduttrice (tradusse dal tedesco una quarantina di volumi). A partire dal 1927 diviene consulente di Mondadori per l'area letteratura tedesca, redigendo svariati pareri di lettura.
Nel 1946 sposa Waldemar Jollos, critico e drammaturgo russo emigrato in Svizzera, e si stabilisce a Zurigo. All’attività giornalistica (collaborazioni con il “Corriere della sera”, “la Stampa” e “il Giorno”) unisce dopo la Liberazione l’impegnativo incarico per la pubblicazione dell’Opera omnia di Thomas Mann (dodici volumi tra il 1949 e il 1965), al quale la unisce un rapporto di amicizia e comunanza spirituale. Scomparso Jollos nel 1953, si trasferisce a Balerna e Melide e dal 1960 a Lugano. Colpita da paralisi nel 1965, torna a Milano, dove muore nel mese di giugno.