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Il filo dell’enigma

Omaggio a Guido Ceronetti
Copertina del libro
A cura di  Antonio Motta
San Marco in Lamis (FG) Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento2015
294 pp.
€ 50,00
«Il Giannone», rivista semestrale di cultura e letteratura, anno XIII, n. 25-26, (numero doppio gennaio-dicembre 2015) ISSN 2281-4256
Giudo Ceronetti è una delle figure più interessanti, poliedriche e complesse della cultura italiana attuale. Scrittore, poeta, traduttore, filosofo, burattinaio, polemista dalla lingua estremamente raffinata e dalla profonda cultura, è una di quelle personalità che sfuggono a ogni definizione. 
Ad Antonio Motta, curatore del volume, la figura di Ceronetti fa venire il mente «[...] il cavaliere della celebre incisione di Dürer, Il cavaliere, la morte e il diavolo, che sale verso una città turrita per deporre, ormai stanco, le armi. [...] Il Cavaliere braccato dal diavolo sa che l'ultima battaglia, quella con la morte, la più difficile, si combatte in solitudine. Ceronetti ne è consapevole.[...]»  
Questo numero monografico della rivista «Il Giannone» intende offrire una guida a tale complessità culturale e umana, non priva di contraddizioni.
Il dossier si apre con le lettere ad Aldo Capitini, maestro della non violenza, continua con lo scambio epistolare tra Ceronetti e Sciascia che affronta, tra l'altro, il tema spinoso del rapporto tra intellettuali e partiti politici, e prosegue con il carteggio - meno sorvegliato, brioso ed esuberante, talvolta divertito - con Giosetta Fioroni, pittrice conosciuta al Teatro dei Sensibili, dal cui archivio provengono le belle immagini che corredano il testo. 
Tra gli interessanti saggi che animano la seconda sezione della monografia, troviamo uno scritto di Gilberto Isella, che conduce al centro della difficile spiritualità di Ceronetti, un contributo di Margherita Quaglino sulla lingua del Ceronetti «scrittore per i giornali» e un testo di Pasquale Cacchio che studia la presenza degli animali nelle pagine di Ceronetti. 
Tutti i contributi, insieme alle numerose testimonianze raccolte nell'ultima parte (di Manganelli, Arpino, Pontiggia, Calasso, Cioran, Parise?), fanno del volume uno strumento imprescindibile per la comprensione del poliedrico universo di Ceronetti.