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Formazione e cultura editoriale
La proposta della Fondazione Mondadori

“Senza un legame vivo con il passato, il presente è il caos e il futuro illeggibile”
Jason Epstein, Il futuro di un mestiere

“Se vuoi costruire una nave, non chiamare prima di tutto gente che procuri il legname, che prepari gli attrezzi necessari, non distribuire compiti, non organizzare il lavoro. Prima invece sveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato”
Antoine de St. Exupéry

Una missione chiara e delimitata

Sostenere la qualificazione continua del lavoro di mediazione editoriale attraverso la promozione e lo sviluppo culturale e professionale sia di coloro che realizzano o vogliono realizzare prodotti editoriali (nelle case editrici e per le case editrici) sia di coloro che li studiano e li utilizzano: questa è la missione che la Fondazione Mondadori vuole perseguire nella sua nuova area di intervento dedicata alla formazione.

Le trasformazioni dell’editoria e la Fondazione

L’editoria sta attraversando una fase di profonda trasformazione, che impone di ripensare in modo innovativo non solo al sistema prodotto, ma anche alle relazioni interne alla filiera e alle modalità di relazione con il cliente: risulteranno avvantaggiati sul piano competitivo quanti – persone ed organizzazioni – riusciranno a porre in atto strategie creative di valorizzazione delle proprie competenze distintive e di arricchimento della propria base di competenze.

A questo fine, mentre elettronica e informatica modificano in modo radicale tutte le fasi del processo produttivo, a partire dall’ideazione e dalla progettazione fino ai prodotti finali, diventa sempre più importante fare chiarezza sul significato, gli obiettivi, le competenze del lavoro di mediazione editoriale del quale è indispensabile garantire la qualità, presupposto irrinunciabile al raggiungimento di una elevata qualità dei prodotti.

Per un quadro generale sulle trasformazioni in atto in ambito editoriale vedi P. Dubini, Voltare pagina, seconda edizione, Milano, Etaslibri, 2001. La Fondazione Mondadori, centro studi di storia e cultura editoriale, ha da sempre posto al centro della propria attività il processo di mediazione editoriale, ovvero il ruolo svolto dall’editore nel passaggio dalla fruizione privata alla fruizione pubblica dell’opera. Ricostruire come questo ruolo si sia andato trasformando nel corso del XIX e del XX secolo le ha consentito di individuare elementi di continuità e cambiamento per quanto concerne obiettivi, strumenti, prodotti, figure professionali.

Come ricorda Jason Epstein, in quella che per eccellenza può essere definita l’industria dei contenuti, anche le più avanzate innovazioni non possono prescindere dall’esperienza del passato: la Fondazione Mondadori dispone dei requisiti necessari per proporre una originale e innovativa offerta di occasioni e percorsi di sviluppo culturale e professionale per quanti svolgono il lavoro di mediazione editoriale in particolare per quelle case editrici consapevoli della necessità di “valorizzare il contributo delle risorse umane alla generazione di vantaggio competitivo”.

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Formazione e cultura editoriale: il contributo della Fondazione

In questa impresa formativa la Fondazione Mondadori intende operare in coerenza con la propria identità e rapportandosi in maniera consapevole con le trasformazioni dell’editoria presenti e future.

Essa vuole diventare un punto di riferimento autorevole, un fornitore di servizi ed opportunità qualificate e qualificanti, un promotore di reti e contatti tra chi si occupa della mediazione editoriale, un partner riconosciuto da organismi privati ed istituzioni, un protagonista importante nel panorama italiano ed internazionale in grado di fare interagire proficuamente il suo impegno nella formazione e la sua attività – che comunque rimane quella caratterizzante – di salvaguardia della memoria del lavoro editoriale, di ricerca sul ruolo della mediazione culturale e di diffusione della cultura editoriale.

Formazione come occasione di sviluppo e cambiamento

In attuazione della sua missione, la Fondazione vuole realizzare occasioni e percorsi di crescita professionale e culturale, mettere a disposizione spazi e luoghi di confronto e riflessione, proporre itinerari di sviluppo individuale e organizzativo che abbiano come riferimento il lavoro di mediazione editoriale considerato sia dal punto di vista dei processi che lo compongono sia da quello dei soggetti che – a vario titolo – vi operano.

Centratura sul learning (e non sul teaching)

Le occasioni ed i percorsi di promozione e sviluppo culturale, professionale e organizzativo che la Fondazione intende realizzare hanno come fuoco il learning e non il teaching e vogliono attivare in chi vi partecipa processi di scambio di esperienze e di saperi ma soprattutto processi di costruzione e acquisizione di saperi e capacità di azione consapevoli e professionali.

Essi potranno avere forma diversa: l’incontro breve, il seminario, il workshop, il laboratorio, l’intervento lungo e di base, l’intervento breve e specialistico. Questi eventi, aprendosi anche alla conoscenza ed al confronto con settori contigui per affinità a quello della produzione editoriale, consentiranno – anche in una prospettiva internazionale – di porre le basi per affrontare criticamente le sfide (im)poste dal cambiamento.

Essi saranno rivolti innanzitutto a chi è già occupato nel settore ed ha necessità di adattare e manutenere con continuità il proprio capitale di conoscenze: allo stesso tempo sarà destinata una particolare attenzione a coloro che aspirano a lavorare in questo comparto. Inoltre, verrà curata la promozione di una maggiore consapevolezza del ruolo editoriale, attraverso momenti di aggiornamento e formazione specificamente rivolti a coloro che per lavoro (insegnanti o bibliotecari) o per interesse personale hanno consuetudine con la produzione editoriale: questo consentirà di portare la cultura editoriale ad un più vasto pubblico, favorendo la promozione della lettura.

Le condizioni per l’apprendimento

La focalizzazione sul learning si realizza se l’evento (incontro, seminario, corso, ....) è non solo agganciato in maniera evidente e documentata alle traiettorie di cambiamento e/o alle domande che caratterizzano l’editoria oggi (se cioè l’evento risulta professionalmente spendibile) ma se è anche percepito e vissuto come dotato di senso e di significato da chi vi partecipa e ne è coinvolto.

Solo un evento che attiva processi di learning e quindi di cambiamento e crescita in chi vi partecipa è realmente formativo: l’attivazione di questi processi risiede nella delicata combinazione che si produce – in forma ogni volta diversa – tra i contenuti, i metodi e le persone – i docenti innanzitutto – che lo animano e l’intreccio di questi con la realtà di riferimento (culturale, professionale, personale) di chi vi partecipa.

Lavorare su tutto il ciclo dell’evento formativo

Per costruire una interazione adeguata tra contenuti, metodi e soggetti è necessario lavorare con continuità e sistematicità sia sulle attività che sono a monte dell’evento (lo studio dei cambiamenti e dei contesti, il confronto con casi ed esperienze estere, la ricerca sui temi e gli argomenti da proporre, la ricerca sui metodi e le tecniche di apprendimento) sia sulle attività a valle dell’evento (la valutazione degli effetti, la ricostruzione dei cambiamenti e dei mutamenti intervenuti a livello individuale ed organizzativo).

Operare secondo questa logica richiede impegno e cura: ecco perché la Fondazione intende focalizzare in maniera puntuale la propria attività in campo formativo sia dal punto di vista dell’ambito di riferimento sia da quelli del volume e della gamma degli eventi proposti. Essa si propone pertanto di individuare volta a volta – anche con il supporto della ricerca e dell’analisi sistematica del cambiamento delle competenze-chiave – un insieme limitato e circoscritto ma significativo e rilevante di temi, argomenti, questioni ed ambiti da approfondire ed affrontare rinunciando a qualificarsi come un’agenzia formativa onnicomprensiva.

La necessità del lavorare in rete ed in partnership

La Fondazione è consapevole che per realizzare occasioni e percorsi di crescita professionale e culturale che siano momenti di sviluppo individuale e organizzativo non può agire da sola. E’ infatti solo mettendo in circolo i saperi, confrontandosi e dialogando, valorizzando le partnership con chi sa e sa fare (associazioni di categoria, università, istituzioni, imprese, agenzie formative, istituti di ricerca) ma mantenendo allo stesso tempo ciascuno la propria vocazione e identità che possono essere progettate e realizzate iniziative qualificate e qualificanti. Pertanto – come negli altri campi nei quali già opera e valorizzando appieno la capacità che le è riconosciuta di catalizzare e mediare relazioni – essa intende creare la più ampia rete di collaborazioni che le consentano di perseguire adeguatamente la propria mission.

Lavorare con il privato, collaborare con il pubblico

Favorire e sostenere la crescita e lo sviluppo dei saperi e delle capacità di agire delle persone e delle organizzazioni che sono impegnate nel lavoro di mediazione editoriale è un impegno che deve vedere il protagonismo e la partecipazione – nei modi e nelle forme più opportune – del pubblico così come del privato. La Fondazione vuole assecondare, sostenere e incentivare la tendenza che vede un crescente investimento diretto delle persone e delle organizzazioni nella partecipazione ad occasioni e percorsi di crescita professionale e di apprendimento: allo stesso tempo – in modo equilibrato e selettivo – essa intende valorizzare le opportunità e le risorse disponibili di natura pubblica coerentemente con una visione della formazione come strumento di crescita del capitale sociale di un settore o di un territorio.

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