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Nella primavera 1980, l’ Arnoldo Mondadori Editore delibera che sia donata alla Fondazione la cosiddetta Biblioteca degli intangibili, ovvero la collezione di tutte le opere pubblicate dalla casa editrice in prima edizione, conservate personalmente da Arnoldo Mondadori, con l’esclusione dei “Gialli” (considerati dall’editore pubblicazioni periodiche) e della produzione scolastica. Si tratta di volumi pubblicati a partire dal 1907 (circa 30.000 pezzi), a incremento dei quali si stabiliva con atto del luglio 1980 la consegna alla Fondazione di due copie di ogni pubblicazione edita dalla Mondadori, senza limiti di tempo.

Veniva insomma a istituirsi tra la Fondazione e la casa editrice una sorta di diritto di stampa, che a partire da quell’anno ha permesso di incrementare costantemente la biblioteca storica. La collezione degli Intangibili, seppure di grande rilievo, non esauriva la totalità del catalogo, e per questo motivo si è contestualmente deciso di integrare la biblioteca storica con tutte le opere reperibili nelle sedi aziendali: operazione che, quando fruttuosa, ha consentito di colmare diverse lacune.

Nell’autunno 1980, un’operazione speculare viene condotta con il Saggiatore, del quale si acquisisce l’intera biblioteca storica dal 1958 (800 volumi circa), regolando i successivi incrementi con le stesse modalità statuite con la Mondadori. Nella stipulazione degli accordi con le due case editrici risulta decisivo il ruolo svolto da Mimma Mondadori e Maria Laura Boselli, che si trovavano a condividere il comune obiettivo di testimoniare anche attraverso l’“archivio del prodotto” il ruolo di primissimo piano svolto nella mediazione editoriale dai due editori ai quali la Fondazione è intitolata.

L’“archivio del prodotto” di una casa editrice è infatti rappresentato dal catalogo storico, ovvero dalla raccolta di almeno una copia delle prime edizioni di tutte le opere pubblicate. In questo senso, archivio e biblioteca storica della Mondadori sono complementari poiché costituiscono momenti diversi della filiera del libro. Peraltro, la ricostruzione del percorso che dall’ideazione di un’opera conduce al prodotto finito, attraverso la conservazione e valorizzazione di tutti i passaggi intermedi, costituisce uno degli obiettivi fondanti la missione culturale della Fondazione. Allo stato attuale delle conoscenze, si può affermare che il fondo mondadoriano rappresenti la collezione più completa al mondo di prime edizioni della casa editrice, e il continuo accrescimento è garanzia di copertura integrale di quanto sarà pubblicato in futuro.

Risulta dunque evidente come le finalità delle biblioteche storiche di Mondadori e del Saggiatore siano in primo luogo votate alla conservazione della memoria del catalogo e, in seconda battuta, alla consultazione, mentre la valorizzazione si nutre della sempre più estesa articolazione del patrimonio, che offre una panoramica unica sulla complessa struttura di titoli e collane in continuo dialogo con l’archivio e con le collezioni librarie esterne.

Nel corso degli anni i depositi della Fondazione, ubicati dapprima a Segrate (Milano), poi a Milano Lambrate presso gli uffici Elemond e infine nell’attuale sede, hanno accolto anche altri fondi bibliografici di diversa provenienza: oltre alla biblioteca personale di Arnoldo Mondadori e di altri membri della famiglia (Mimma, Leonardo, Giorgio), sono pervenuti alla Fondazione in dono o in deposito collezioni appartenute a dirigenti e funzionari editoriali (De Maria, Forti, Luraghi, Tedeschi/Tropea), biblioteche storiche del Gruppo il Saggiatore (Marco Tropea, Pratiche, EST, NET), oltre ad altri fondi depositati da enti o privati (tra cui la raccolta delle opere di Giovanni Testori e la biblioteca di consultazione dell’ Agenzia letteraria internazionale) o acquisiti dalla Fondazione per impedirne la dispersione (è il caso del minuscolo fondo Francesco Flora, acquistato insieme al più consistente archivio).
È stata inoltre costituita, con l’ausilio di donazioni e scambi con il Centro di documentazione della Mondadori e nel rispetto dei compiti assegnati alle due istituzioni (conservazione, nel caso della Fondazione; consultazione, per il Centro di documentazione) una piccola emeroteca che, in particolare per alcuni periodici o collane (“Bolero”, i “Gialli”, gli “Albi di Disney”, “Urania”), possiede collezioni non sempre complete ma di una certa rarità.

Anche l’attività di consulenza per la costituzione di biblioteche storiche all’interno e all’esterno del Gruppo Mondadori ha condotto alla stipulazione di accordi per il trasferimento delle sezioni storiche di alcune biblioteche presso i depositi della Fondazione: è il caso della biblioteca storica Electa che, dopo essere stata catalogata su supporto informatico e pubblicata on line, è ora aperta alla consultazione in sede, mentre sono già in corso altri progetti consimili (Sperling & Kupfer e Frassinelli).
Quale indispensabile supporto all’attività di ricerca e formazione interna e di servizio offerto all’esterno (agli studiosi, ai partecipanti ai master, ai funzionari editoriali, agli stagisti), si è ritenuto di dover avviare un progetto per la costituzione di una biblioteca specializzata, dotandola di un’emeroteca corrente delle principali testate di settore, strumento di aggiornamento continuo sulle vicende del mondo editoriale. Mentre procede la raccolta di monografie e l’incremento dei periodici, le linee guida sono oggetto di un confronto tra diverse professionalità del mondo dell’editoria e della ricerca per definire scelte di acquisizione e conservazione, struttura delle sezioni, copertura degli ambiti tematici.

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