Scrittori e scritture nella letteratura disegnata


«Sono un autore di letteratura disegnata. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni.» Così Hugo Pratt racconta l’essenza del fumetto, legittimando un mezzo comunicativo troppo a lungo bistrattato. «Letteratura disegnata» significa narrare storie attraverso parole e immagini, due codici integrati in un modo così stretto da costituire un unicum inscindibile, che ha dato vita a un nuovo tipo di linguaggio. In Italia il fumetto si è sempre distinto per una forte cifra letteraria, a partire da Silvio Spaventa Filippi e Renato Simoni, che «inventarono» le didascalie per le tavole de «Il Corriere dei Piccoli», passando per Cesare Zavattini e Guido Martina e il loro lavoro per Mondadori, fino ad arrivare alla poesia disegnata di Dino Buzzati, e all’interesse sincero di scrittori affermati come Elio Vittorini, Oreste del Buono e Umberto Eco. È per questo che oggi si rende sempre più necessario approfondire il rapporto tra parola e segno, investigando il ruolo che gli scrittori e la scrittura hanno avuto nella creazione delle «nuvole parlanti» e come esso sia cambiato nel corso del tempo.

SOMMARIO
La scrittura alle origini del fumetto – Il «Corriere dei Piccoli» – L’editore Nerbini – Il Paese senza Cielo di Scerbanenco – Carlo Cossio e il sorriso dell’avventura – Guido Martina e le «Grandi Parodie» – Il fumetto su «Linus» – Raffaele Crovi e i fumetti – Guerra&Pace secondo Jacovitti – Poema a fumetti di Buzzati – Le radici letterarie di Hugo Pratt – «Orient Express»: viaggio verso l’avventura – Storia di un narratore grafico – Fumetto e narrativa seriale – Rock e fumetto – Sperimentazione nel Disney italiano – Il fumetto e la vita attorno – Cinque parole sul fumetto italiano d’oggi.

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