Divulgazione

Alla fine di febbraio del 1981 Fondazione promuove il suo primo convegno, dal titolo Editoria e cultura a Milano tra le due guerre. Nei tre giorni di incontri, i protagonisti di spicco della vita culturale dell’epoca affrontano forse per la prima volta i complessi rapporti tra intellettuali, imprenditori e regime. Il convegno può essere a buon titolo considerato la prima iniziativa di una linea di azione che, insieme alla tutela della memoria del lavoro editoriale, sarebbe presto diventata il cuore delle attività di FAAM: la promozione della cultura editoriale.

A quel convegno ne sono seguiti molti altri, spesso accompagnati da pubblicazioni e mostre, che hanno consentito a Fondazione di ritagliarsi una precisa identità nel panorama culturale italiano come centro studi per la storia e la cultura editoriale, impegnata nella conservazione, nella ricerca, nella promozione e nella formazione.

Negli ultimi anni, l’attività di promozione della cultura editoriale è andata acquisendo un’identità sempre più specifica e strutturandosi in tre grandi ambiti di riferimento, che, in modi diversi ma sottesi dagli stessi presupposti, valorizzano i fondi conservati presso Fondazione e pongono l’attenzione sull’importanza della filiera del libro e su Milano quale distretto editoriale.

Un format collaudato: alla scoperta del Patrimonio culturale di Faam
Da anni grande spazio viene riservato alla valorizzazione dei materiali documentali conservati presso Fondazione, un modo per dare visibilità alla memoria del passato rileggendola costantemente attraverso la lente dell’attualità, per trarne temi e spunti che raccontino il presente. Negli ultimi anni Fondazione, anche grazie alla preziosa collaborazione del Laboratorio Formentini per l’editoria, ha messo a punto un format, ormai collaudato, in cui una mostra documentale è arricchita da un incontro inaugurale e una pubblicazione dedicati. Ogni allestimento sa cogliere un momento, un’occasione, un’opportunità per valorizzare i materiali conservati da Faam: come l’apertura di un Fondo agli studiosi (Giorgio Colli o il carteggio tra Ungaretti e Bruna Bianco), l’individuazione di nuovi filoni di ricerca in Fondi già studiati che riservano tuttavia sempre nuove sorprese (il carteggio tra Alba de Céspedes e Libero de Libero), anniversari significativi (è il caso di «leggere»), l’approfondimento di Fondi ancora poco battuti ma che tanto hanno da raccontare (i carteggi di Guido Lopez).

La promozione della cultura italiana all’estero: le mostre itineranti
Prendendo spunto dalle traduzioni degli autori italiani nel mondo conservate dalle biblioteche storiche depositate in Fondazione, un tesoro unico nel suo genere, dal 2009 Faam ha dato vita a un nuovo filone di attività: lo studio e la promozione della fortuna degli autori italiani nel mondo. Tutto è cominciato con Copy in Italy. Autori italiani nel mondo dal 1945 a oggi, una mostra la cui fortuna, dovuta anche agli ottimi rapporti intessuti con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, ha portato in breve tempo a diverse edizioni bilingui (dall’inglese al francese, dallo spagnolo al cinese) e a più aggiornamenti. Nel tempo gli si sono affiancate altre mostre che traggono spunto dallo stesso ambito di riflessione, come Calvino, qui e altrove (in costante aggiornamento) o WWM – WorldWide Manzoni, con al centro colui che è a ragione considerato il nostro autore più iconico. Accanto a queste, e con un percorso opposto che dall’estero porta all’Italia, si colloca Milan, a place to read, che racconta come Milano non sia solo la capitale italiana della moda e del design, ma anche una città di autori, editori e lettori.

L’attività con le scuole: un viaggio tra i mestieri del libro
Le attività con le scuole realizzate negli anni da Faam hanno tutte un comun denominatore: la convinzione che la promozione della cultura editoriale sia propedeutica alla promozione della lettura. Per un dettaglio sui progetti con le scuole, si rimanda alla pagina dedicata.