L’azzardo del tradurre. Il carteggio Vittorini-Mondadori 1933-1940


Un epistolario che ripercorre i primi anni della carriera di Vittorini, pubblicato in occasione dei sessant’anni dalla sua morte.

È il 1933 quando un giovane Elio Vittorini scrive a Enrico Piceni, futuro condirettore editoriale di Mondadori, proponendosi come traduttore nel sempre più affollato panorama dei romanzi d’importazione. Dotato di inesauribile curiosità e di una certa sfrontatezza giovanile, Vittorini aveva imparato l’inglese da autodidatta «sul testo del Robinson Crusoe, leggendolo e traducendolo parola per parola, scrivendo sopra ogni parola inglese la corrispondente parola italiana». Nella lettera dichiara di avere «estremo bisogno di lavorare» e di essere completamente «a disposizione»: Piceni lo mette alla prova sulla traduzione del St. Mawr di D.H. Lawrence, inaugurando così un sodalizio che porterà Vittorini a confrontarsi con alcuni giganti della letteratura internazionale come Faulkner, Maugham e Poe e ad affermarsi non solo come traduttore, ma anche come consulente, lettore editoriale e scrittore. Sarà con Conversazione in Sicilia, rifiutato nel 1940 proprio da Mondadori e pubblicato l’anno successivo da Bompiani, che Vittorini troverà la definitiva consacrazione.


Edoardo Esposito è stato collaboratore di riviste come «Belfagor» e «L’Indice» e ha svolto attività di ricerca sia sul piano teorico-metodologico, sia su quello storico e filologico presso l’Università degli Studi di Milano. All’opera di Vittorini ha dedicato la monografia Elio Vittorini. Utopia e scrittura (2011) e ne ha curato, con Carlo Minoia, l’epistolario relativo agli anni 1952-1965.