«come un salto nel buio». La promozione editoriale di “Nessuno torna indietro” (1938-1940)


Nel suggestivo scenario editoriale del 1938, Mondadori lancia un fulmine letterario: Alba de Céspedes, una giovane autrice dallo spirito ribelle. Il suo primo romanzo Nessuno torna indietro è un trionfo senza precedenti, conquistando più di dieci edizioni in un anno e varcando i confini nazionali con traduzioni in oltre dieci Paesi.

Alba de Céspedes non solo rivoluziona il romanzo di formazione, ma plasmerà un’immagine femminile sfaccettata e dinamica.

Dietro il successo, c’è la sinergia con Mondadori, editore anche di riviste popolarissime come «Grazia» e «Tempo», che amplificano il richiamo delle opere dell’autrice con una pubblicità audace e costante.

Proprio attraverso un focus su queste due riviste, la presente pubblicazione si propone di esplorare la martellante strategia pubblicitaria che accompagnò il lancio e i primi anni (1938-1940) della promozione di Nessuno torna indietro, in un breve percorso perlustrativo che permetta al lettore di cominciare ad affacciarsi sulla molteplicità di preziose fonti custodite in Fondazione Mondadori.

 

 

«E però il lancio del libro mi spaventa
come un salto nel buio»

 

 

In un’intervista pubblicata su «Tempo» il 14 marzo 1957, Enrico Roda pone ad Arnoldo Mondadori quarantadue domande. Una di queste fa così: «Quale dei libri da lei pubblicati le ha procurato, moralmente, maggior soddisfazione?». La risposta di Arnoldo è secca: «“La vita semplice” di Ernst Wiechert e “Nessuno torna indietro” di Alba de Cespedes».

La vita semplice (1940) è un’opera sui traumi della guerra dello scrittore tedesco Ernst Wiechert (1887-1950), molto noto in Italia tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta proprio grazie alle traduzioni Mondadori. Nessuno torna indietro, invece, è il primo romanzo di Alba de Céspedes (1911-1997): nel 1938, quando Mondadori lancia il romanzo in questione, ha ventisette anni, ma ha già al suo attivo varie pubblicazioni, tra cui la raccolta di novelle Concerto (1937) e il volume di liriche Prigionie (1936).

 

Arnoldo Mondadori e Alba de Céspedes si incontrano per la prima volta a Milano nel 1937. Un anno più tardi in libreria arriverà Nessuno torna indietro.

 

Il romanzo, ambientato tra l’autunno del 1934 e l’estate del 1936, attraverso il racconto delle storie di otto studentesse universitarie riesce a proporre in maniera efficace un punto di vista multiplo e un’immagine femminile non più unitaria e statica. Provenienti da contesti sociali e luoghi diversi, queste giovani donne condividono infatti un comune desiderio di emancipazione e ambizioni al di fuori degli stereotipi di genere dell’epoca.

 

In procinto di licenziare l’opera, nel settembre del 1938, l’autrice ha paura di come il suo lavoro possa venire accolto, e il 13 del mese confida questo timore al suo diario: «Sono alla fine del romanzo, potrò consegnarlo tra pochi giorni, otto, dieci giorni. E soffro già la pena di staccarmene, sento che rimarrò come una mamma il giorno del matrimonio della figliola. A mani vuote. Ho la certezza di avere scritto bellissime pagine. E però il lancio del libro mi spaventa come un salto nel buio».

 

 

 

 

 

Il 17 gennaio 1939, nel tentativo di convincerlo a farne una recensione, Arnoldo Mondadori scrive a Pietro Pancrazi di aver «”lanciato” questo romanzo con mezzi che raramente ho usato per scrittori giovani». Pancrazi non ne scriverà, ma Nessuno torna indietro si rivela prestissimo un successo di pubblico e di critica: la prima edizione si esaurisce in una settimana, nel giro di un anno l’opera raggiunge dieci edizioni e in seguito verrà tradotta in oltre dieci paesi europei, fino ad approdare oltreoceano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mondadori supporta con tutte le sue forze il lancio del romanzo, sfruttando la forza commerciale di un editore che pubblica non solo libri ma anche riviste di larga diffusione, come «Grazia» (1938-) e «Tempo» (1939-1943). Sui rotocalchi, le opere di Alba de Céspedes trovano un’immediata e potente risonanza, sia in sede critica che negli spazi pubblicitari.

Su queste riviste la pubblicità delle opere di de Céspedes è incessante: le réclame (molto spesso accompagnate da belle fotografie dell’autrice, da quest’ultima sempre meticolosamente vagliate e sorvegliate) danno conto delle edizioni che a cadenza quasi mensile si esauriscono, invitano i lettori ad accendere la radio per sentire lo sceneggiato e riconoscere l’episodio adattato, tracciano la diffusione internazionale dell’opera.

 

 

 

La promozione del nuovo acquisto della casa comincia nel novembre del 1938. L’Ufficio sviluppo Mondadori scrive una lettera ai librai, a cui si chiede di preparare per tempo il lancio del libro: i loro sforzi saranno ricompensati. All’inizio di dicembre, lo stesso Arnoldo Mondadori invita i maggiori critici dei giornali italiani a prendere in seria considerazione il nuovo romanzo di Alba de Céspedes.

 

L’accoglienza della stampa in origine risulta fredda agli occhi della scrittrice, tanto che il 9 dicembre Arnoldo le scrive per rassicurarla: gli sono arrivate le prime promesse dei critici, presto avrà maggior interessamento da parte della stampa.

Di lì a poco Nessuno torna indietro è recensito da Silvio Benco sul «Piccolo», da Antonio Piccone Stella sul «Messaggero» e da Maria Maggi sulla «Tribuna», con parole spesso riprese dagli inserti pubblicitari. A marzo finalmente arriverà anche la recensione sul «Corriere della Sera», a firma di Giulio Caprin.

 

 

Nel frattempo il romanzo viene spinto anche alla radio, come testimonia una comunicazione dell’Ufficio stampa Mondadori conservata nell’archivio dell’autrice: «abbiamo il piacere di comunicarvi che lunedì 14 corr/. tutte le stazioni radiofoniche d’Italia parleranno del vostro volume: NESSUNO TORNA INDIETRO. La trasmissione da Milano avverrà alle ore 13,50». Un simile annuncio viene fatto ai librai, ai quali si chiede di esporre Nessuno torna indietro in vetrina nel giorno della trasmissione. Il 18 dicembre un radiocorriere trasmette un adattamento radiofonico di un episodio del volume, e si chiede ai radioascoltatori di individuare da quali pagine sia tratto. Il giorno dopo su tutte le stazioni radiofoniche italiane viene trasmesso Una donna felice, un bozzetto pubblicitario organizzato da casa Mondadori.

Nei mesi successivi l’opera valica i confini nazionali attraverso numerose traduzioni, e nel 1940 viene rilanciata da un’impresa cinematografica – opportunità abilmente colta da Mondadori per vendere altre copie. La notizia di un possibile adattamento per il cinema si trasforma anche in un’occasione unica di interazione coi lettori.

Su «Tempo», il 20 giugno di quell’anno, si dà infatti notizia del grande concorso (andato alla fine tuttavia a vuoto) L’artista che preferisco, indetto dalla S.A. Cinematografica Urbe Film di Roma. Chi indovinerà il maggior numero di attori che poi verranno effettivamente scelti dalla produzione per interpretare i personaggi di Nessuno torna indietro si aggiudicherà cinquemila lire. Seguono premi di consolazione (mille lire in libri Mondadori) per i successivi cinque classificati.

Alba segue con attenzione tutto il processo di promozione e raccoglie in degli album, conservati oggi presso Fondazione Mondadori, tutti i ritagli di giornale che la riguardano e le pubblicità del tempo.

Nell’archivio dell’autrice, si trova traccia anche di un’altra strategia messa in campo dall’editore in fase promozionale per i titoli della sua casa: cartoline pensate per raccogliere opinioni dei lettori e delle lettrici, da pubblicare in seguito a fini pubblicitari.

 

 


di Dario Boemia.
Si ringraziano tutti gli autori e i loro eredi che concedendo l’utilizzo dei testi e dei materiali riportati hanno reso possibile questa pubblicazione e si rimane a disposizione per eventuali altri aventi diritto che non è stato possibile reperire.
I documenti, i periodici e i volumi riprodotti provengono da Archivio, Biblioteca ed Emeroteca storici Arnoldo Mondadori Editore, e da Archivio e Biblioteca di Alba de Céspedes.
La pubblicazione è stata realizzata con il sostegno di Regione Lombardia.