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La memoria consegnata



«Ricordarsi e farsi ricordare è il progetto consapevole frutto di autostima e di affetto nei confronti di se stessi»
Linda Giuva

La memoria consegnata: una scelta di identità

Mercoledì 16 settembre alle ore 18 presso la Sala Volta della Fondazione Stelline (corso Magenta 61, Milano) si terrà l’incontro La memoria consegnata, inserito nel palinsesto della 25ª edizione del Convegno delle Stelline Biblioteche e sviluppo sostenibile. Azioni, strategie, indicatori, impatto.

Che cos’è un archivio personale? Quali sono le motivazioni alla base della scelta di affidarlo a un ente conservatore? E quali le sfide che deve affrontare un archivista nell’avvicinarsi al lavoro di riordino e valorizzazione? Sono queste le domande al centro della riflessione proposta da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori intorno al tema della memoria consegnata, che designa quelle situazioni in cui ad affidare un archivio personale non sono gli eredi, come accade in genere, bensì il soggetto produttore stesso.

Un incontro che, alla luce dei numerosi stimoli prodotti dalla recente esplosione di interesse nei confronti degli archivi di persona, ha l’obiettivo di affrontare il delicato momento della loro acquisizione sotto un duplice punto di vista: quello professionale dell’archivista e quello privato di chi sceglie di affidare il proprio archivio all’ente conservatore.

La testimonianza di Gian Carlo Ferretti
Quando lo storico Gian Carlo Ferretti, che insieme a Marco Forti è tra i soggetti produttori ad aver compiuto tale scelta in vita, decide di donare a Fondazione Mondadori il proprio archivio e la propria biblioteca, lo fa accompagnando questo gesto carico di significati e aspettative con uno scritto che ripercorre la genesi, lo sviluppo ma soprattutto il valore che questo “piccolo mondo in continuo movimento” ha rivestito per il suo lavoro e più in generale per la sua vita. A partire dalla sua testimonianza, Linda Giuva, archivista e docente di archivistica, e Vittorio Lingiardi, psichiatra e docente di psicologia dinamica, indagheranno gli aspetti archivistici e le ragioni psicoanalitiche di una scelta che molto ha a che vedere con la conservazione della propria identità, perché «un archivio non è solo una stanza del mondo reale. È soprattutto un luogo dell’identità e della memoria: la memoria del futuro» (Vittorio Lingiardi).

Intervengono: Linda Giuva, Vittorio Lingiardi. Modera: Luisa Finocchi. Partecipano: Annalisa Rossi, Gian Carlo Ferretti.


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