Tre lezioni sul Novecento. Vittorini, Montale, Palazzeschi


Nell’ambito delle iniziative rivolte al mondo della scuola, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori organizza, per il corrente anno 2001/2002, un ciclo di lezioni sul Novecento letterario italiano, indirizzato agli studenti delle classi quinte liceo.

Le lezioni si baseranno sulla proiezione di immagini d’epoca relative all’autore in questione e agli altri scrittori o poeti che saranno citati nell’ambito della ricostruzione storico-letteraria che verrà delineata. Si proporrà il commento di pagine e poesie, focalizzando l’evoluzione della poetica di un autore o le caratteristiche di una corrente o di un periodo. Saranno infine visionati documenti conservati presso gli archivi della Fondazione Mondadori, che permetteranno di individuare le vicende editoriali di alcuni testi e di riconoscere i processi interni di lavoro della Casa Editrice. Non va infatti dimenticato che la diffusione della cultura passa proprio attraverso la politica di scelte (e di scarti) operata dalle Case Editrici che, grazie ai loro funzionari e collaboratori e alle strategie interne adottate, determinano in gran parte il successo di un’opera e la sua popolarità.

Il programma si articolerà in tre incontri che avranno come tema:

Elio Vittorini e la produzione in prosa – Vittorini cominciò a collaborare con la Casa Editrice Mondadori all’inizio degli anni Trenta, con traduzioni di autori anglo-americani. Contemporaneamente, svolgeva attività di consulenza anche per Einaudi e, insieme a Cesare Pavese, contribuì alla diffusione in Italia di romanzi prima di allora quasi del tutto sconosciuti. In quello stesso periodo Vittorini cominciò anche la sua carriera creativa e negli archivi della Fondazione sono conservati documenti editoriali relativi a Il garofano rosso e Conversazione in Sicilia, romanzi dei quali è quindi possibile ricostruire le vicende editoriali (e di censura).
La mancata pubblicazione dei suoi romanzi (insieme ad altro tipo di incomprensioni) portò Vittorini ad allontanarsi dalla Mondadori e a dare alle stampe il suo capolavoro presso Bompiani. Il legame con Einaudi si intensificò invece grazie alla fondamentale esperienza di “Il politecnico”.

Nel dopoguerra, però, lo scrittore riprese la collaborazione con la Mondadori, e presto diventò responsabile della “Medusa”, la maggiore collezione di narrativa straniera. Incominciò anche ad occuparsi di narrativa italiana, compilando pareri di lettura e affiancando il lavoro di Vittorio Sereni e di Niccolò Gallo, anche se (dal 1951 al 1959) il meglio della sua attività editoriale in ambito italiano è rappresentata dalla collana “I gettoni” di Einaudi: uno spazio per le maggiori novità narrative di quegli anni.

Ripercorrendo i titoli delle collane di quegli anni (per la Mondadori, “La medusa degli italiani”, i “Narratori italiani”, “Il tornasole”, in particolare) si potranno individuare i principali criteri di scelta adottati entro la Casa Editrice e tratteggiare un quadro della produzione in prosa: dal Neorealismo alla letteratura industriale, alle sperimentazioni linguistiche (di Gadda, Pasolini e Mastronardi) o narrative (di Calvino).
Un cenno particolare sarà riservato alla sorte di alcuni celebri romanzi: il cosiddetto “rifiuto del Gattopardo, che sarebbe stato opera dello stesso Vittorini; le discussioni sul Metello di Pratolini, l’esperimento del “Menabò”.
Un fenomeno da non dimenticare sarà infine la compilazione dei primi 100 titoli degli “Oscar” Mondadori: un momento fondamentale per la diffusione in Italia della migliore letteratura per tutte le borse.

Aldo Palazzeschi e la poesia dei primi decenni del Novecento – Le prime opere di Aldo Palazzeschi edite da Mondadori fanno parte di un piano di Tutte le opere la cui pubblicazione ebbe inizio nel 1957. I volumi comprendono la riproposta di tutti i componimenti (poetici e in prosa) degli anni giovanili dell’autore. Seguendo il filo rosso offerto dalla produzione di Palazzeschi, che si snoda tra influenze crepuscolari e tentazioni futuriste, si potrà ripercorrere un itinerario che attraversa le varie istanze innovative della poesia di inizio secolo, immersa in un’atmosfera di ricca produzione artistica e di grande vivacità intellettuale.

Nel periodo in cui Palazzeschi si dedicò con maggiore interesse alla narrativa (è del 1934 il romanzo Sorelle Materassi), la poesia italiana stava intraprendendo nuove vie, che saranno individuate anche attraverso la lettura dei cataloghi (mondadoriani e no) e, quindi, attraverso il commento di alcuni testi esemplificatori: l’Aventino della letteratura, proposto da “La Ronda” con le teorizzazioni di prosa d’arte, l’Ermetismo, ma anche la cristallina semplicità dei versi di Umberto Saba.
Si seguirà la traccia dei documenti della Fondazione per verificare l’attenzione che la Casa Editrice ha voluto rivolgere ai più noti autori, molti dei quali sono entrati, con i loro titoli, nelle maggiori collane.

Del passaggio di Palazzeschi alla Mondadori sono rimaste numerose testimonianze: documenti che sono anche indicazioni sui metodi di lavoro della Casa Editrice e sulle ragioni della proprie scelte. Sarà infine possibile leggere alcuni giudizi editoriali (i pareri di lettura: un particolare genere di critica – di saggio breve – che in poche righe sa chiarire argomento e valore letterario di un’opera) stilati da funzionari della Casa, relativi ad opere di quegli anni, soprattutto quelli sulle ultime produzioni dello stesso Palazzeschi. Si seguiranno quindi le vicende dei suoi volumi, sia di riproposta di testi già editi, sia delle nuove, inaspettate creazioni della vitalissima vecchiaia.

Eugenio Montale e la poesia della seconda metà del secolo – Anche Montale cominciò a pubblicare per Mondadori solo nel secondo dopoguerra, quando nella collana “Lo specchio” uscirono Ossi di seppia (1948) e poi Occasioni (1949). In seguito, le altre sue raccolte furono tutte mondadoriane già in prima edizione.
Quando Montale pubblicava il suo primo volume di versi, in Italia la poesia stava passando attraverso varie sperimentazioni dettate da suggestioni (e da necessità) legate ai tempi storici. Il principale movimento di quegli anni è l’Ermetismo a cui, in modo troppo semplicistico, ancora si vuole un’adesione da parte del poeta ligure: una visione che va rivista e smentita. Il rapporto di Montale con Ungaretti e Quasimodo, come con gli altri autori a lui contemporanei, è sempre stato improntato a grande, reciproca indipendenza di intenti e di realizzazioni.
Prima della seconda guerra mondiale Montale, oltre a dedicarsi alla critica letteraria (si citerà il suo fondamentale articolo su Svevo, del 1925) e musicale su rivista, collaborò anche con la Mondadori come traduttore.
Intanto, nel 1940, nasceva “Lo specchio”, la maggiore collana di poesia che, attraverso tre momenti distinti della sua attività, è stata collocazione privilegiata di quanto di meglio usciva in Italia in ambito poetico (anni ’40 – con volumi di poesia, ma anche di narrativa e prosa; anni ’50 – come “laboratorio poetico” aperto anche ad autori nuovi o esordienti; dal ’60 – e in seguito – punto di riferimento per tutto ciò che è poesia di grande pregio).
Nel 1948 (dopo due anni di collaborazione esterna) Montale divenne redattore del “Corriere della Sera”, soprattutto con articoli di critica musicale.
Dopo il suo passaggio alla Mondadori, sarà possibile attraverso i documenti d’archivio seguire più da vicino l’iter di “gestazione” e di pubblicazione dei volumi, in particolare di Satura. A questo proposito, sarà visionato un bellissimo e inedito parere di lettura di Marco Forti sulla raccolta, che – da vero saggio critico – riassume lo svolgimento, attraverso i primi quattro volumi, della poesia montaliana.
Scorrendo il catalogo (e verificandone le assenza, rare, ma a volte clamorose) si potrà tratteggiare una panoramica, arrivando fino agli anni più vicini, e al nome di giovani autori che, in modo differente ma imprescindibile, di Montale e degli altri grandi del Novecento, sono debitori.

Gli incontri si terranno nella sala conferenze della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, via Riccione 8, a Milano, la mattina del venerdì oppure il pomeriggio in data da concordare direttamente con le scuole interessate, nei periodi ottobre-novembre 2001 e febbraio-aprile 2002, per intere classi (un minimo di due classi per ogni incontro). In questo caso gli insegnanti potranno scegliere se partecipare all’intero ciclo di lezioni o solo a quella (o a quelle) che più interessano.
Le medesime lezioni saranno poi ripetute il pomeriggio (ore 15.00-17.00), nelle date sotto indicate, e saranno aperte a tutti gli studenti interessati. In questo caso la partecipazione sarà vincolante per i tre incontri e al termine verrà rilasciato un attestato di frequenza valutabile come credito formativo. Gli studenti dovranno iscriversi preventivamente, in quanto le lezioni si terranno (sempre presso la sede della Fondazione) solo al raggiungimento di almeno 30 partecipanti. I cicli si terranno:

1° ciclo: 19 ottobre – Vittorini; 23 ottobre – Palazzeschi; 30 ottobre – Montale
2° ciclo: 5 febbraio – Vittorini; 13 febbraio – Palazzeschi; 19 febbraio – Montale
3° ciclo: 26 febbraio – Vittorini; 5 marzo – Palazzeschi; 12 marzo – Montale

Per ogni incontro sarà messo a disposizione degli studenti del materiale, acquistabile con un contributo di L.5.000 (L.12.000 per i tre incontri) a parziale copertura delle spese.

I corsi sono organizzati e tenuti da Annalisa Gimmi, docente di Italiano e latino presso un Liceo linguistico e studiosa di letteratura del Novecento. Ha pubblicato saggi su Dino Campana, Aldo Palazzeschi, Franco Loi, Guido Morselli, Antonio Tabucchi e collabora alla pagina culturale del “Corriere del Ticino” di Lugano. Nell’anno accademico 1997/98 ha tenuto un corso presso la Scuola Holden di Torino. E’ in uscita un suo volume documentario che raccoglie pareri di lettura relativi a romanzi italiani degli anni Cinquanta-Sessanta, scelti tra i documenti conservati presso gli archivi della Fondazione Mondadori.

Per informazioni: e-mail info@fondazionemondadori.it o fax 02-39273069 indirizzando all’attenzione dell’organizzatore (e relatore) Annalisa Gimmi
oppure telefonando, nel pomeriggio, al n.339-7106590