Lettere all’editore. Alba de Céspedes e Gianna Manzini, autrici Mondadori



In libreria dal 18 novembre 2021, il nuovo libro pubblicato da FAAM Lettere all’editore. Alba de Céspedes e Gianna Manzini, autrici Mondadori di Sabina Ciminari.

Quale riflessione sul proprio essere donne, intellettuali, scrittrici portano avanti Alba de Céspedes e Gianna Manzini, una volta entrate nel catalogo di uno dei maggiori editori italiani? Che ruolo hanno avuto all’interno della programmazione letteraria decisa da Arnoldo Mondadori, e ripensata da Alberto Mondadori?
Sono alcune delle domande che hanno animato la lettura critica dell’autrice nel volume dedicato alla corrispondenza editoriale intercorsa fra Arnoldo e Alberto Mondadori, da una parte, e de Céspedes e Manzini, dall’altra.

La prima parte del volume presenta il ritratto delle due femmes de lettres, scelte come esponenti di quella seconda generazione di letterate del nostro Novecento che, attive, da Roma, tra le due guerre, maturano negli anni successivi, in quel secondo dopoguerra che le vede seguire percorsi inediti, in un momento in cui il potere editoriale e culturale, ancora declinato esclusivamente al maschile, rendeva faticosa la strada per la loro affermazione.
Per restituire appieno questa visione «dalla parte di lei» della casa editrice, la seconda parte del volume dedica spazio alle voci e alla scrittura delle autrici: vengono riportate integralmente tutte le lettere, citate sparsamente nel corso dello studio.
Una scelta, fra le centinaia di lettere indirizzate da de Céspedes e Manzini ad Arnoldo e Alberto, conservate in gran parte in FAAM, nei suoi archivi editoriali e negli archivi personali delle scrittrici, che sono oggi custoditi proprio accanto all’archivio del loro editore, quasi a tirare le fila di un lungo, ininterrotto dialogo – quello fra una scrittrice e un editore.

 

«Creda che è già molto difficile scrivere essendo una donna: tutto ricade su noi, dai vecchi genitori malati ai figli, con i loro problemi, alle innumerevoli incombenze pratiche che formano il tessuto della vita quotidiana. Tutto ciò riduce della metà ciò che potremmo fare: richiede una decisione, una forza – anche fisica – che gli altri non possono valutare appieno»
Alba de Céspedes a Sergio Polillo, 11 marzo 1970

 
 

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