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Pittori di carta. Libri illustrati tra Otto e Novecento

Pittori di carta

Ha il broncio la bimba dormigliona che fa colazione tutta sola, seduta a una tavola accuratamente apparecchiata dove troneggia un variopinto mazzo di fiori. Se la copertina di un libro può sedurre, anche questa volta Santo Alligo è riuscito nell’intento. Sul retro una flessuosa signora in verde, un’attrice, volteggia ammiccante.
Trattenendo il fiato, apriamo il volume e lo sfogliamo con delicatezza, per non sciuparlo.

È Walter Crane (1845-1915), britannico, «accademico della nursery», a iniziare la sfilata. Dai suoi albi per l’infanzia – i toybooks – si affacciano Cenerentola, Il principe ranocchio, La Bella e la Bestia, Barbablù e altri ancora. Disegni eloquenti e rassicuranti, perfetti per decorare le pareti delle camere dei bambini. Appaiono poi fanciulle in fiore, frontespizi di libri, disegni preraffaelliti in un tripudio di grazia e di colori.

Lo segue Carl Larsson (1853-1919), svedese, che fa della sua famiglia un’opera d’arte. Una mamma che scruta assorta il suo piccolo, idilliache signore, trittici sognanti, vigorose incisioni in bianco e nero ci guidano fino alla casa dell’illustratore, che apre le sue porte mostrando scene di vita domestica pullulanti di bambini, animali, fiori, tele e cavalletti, suppellettili colorate. Ecco di nuovo l’imbronciata Lisbeth e la sua solitaria colazione. I colori sfumano, i personaggi si diradano e primaverili nordici paesaggi fanno da sfondo a ragazze dalle trecce dorate.

Poi William Wallace Denslow (1856-1915), statunitense, ci accompagna nel mondo del meraviglioso Mago di Oz e in quello birichino di Mamma Oca e Papà Oca. Verdi o arancioni, gli sfondi mettono in risalto comici burattini, leoni con gli occhi tristi, streghe volanti, pacifici signori con berrette da notte a pois, festosi porcellini, compunte oche vestite a festa, monelli curiosi.

Cambia il gioco Basilio Cascella (1860-1950), italiano, con le sue creazioni tratte dall’«Illustrazione Abruzzese» e da «La grande Illustrazione». Tragici volti di donna e armenti al pascolo si alternano a tralci di fiori art nouveau e a paesaggi dannunziani. Poi, sbucata dal nulla, una giovinetta tra due cani, un elegante levriero e un border collie stilizzato, lo sguardo indagatore, cappello rosso calato sulla fronte e una pallina rossa in mano, protagonista di una sorprendente copertina del 1914, ci avverte che il suo creatore, Umberto Bottazzi, è uno dei collaboratori di Cascella insieme a Bruno Angoletta, Armando Spadini e molti altri.

È ora il turno della la prima signora, Jessie Wilcox Smith (1863-1935), statunitense, che con altre artiste ha dato vita a un affiatato gruppo di illustratrici, le Red Rose Girls. Moltitudini di bambini sono gli attori di stupefacenti disegni, mirabili per colori e precisione. Tra tutti, una bimba in perfetta tenuta da viaggio, borsettina rossa da grande stretta nella manina grassoccia, seduta su un mucchio di bagagli, ci avverte che il treno sta per arrivare e non ci si deve allontanare. E come si potrebbe?

Aleardo Terzi (1848-1928), italiano, pittore dell’eterno femminino, vignette e pubblicità, il liberty per eccellenza, presenta seducenti signore che ci invitano a profumati acquisti, a esposizioni internazionali, a concerti veglioni balli. Quasi sempre sole, forse un po’ malinconiche, vestite all’ultima moda. Interrompono la serie alcuni compunti bimbetti e una dispettosa scimmietta.

In William Nicholson (1872-1949), britannico, il primo grande print-maker vittoriano, troviamo un tratto essenziale, tre colori: sabbia ruggine e nero, personaggi decisi, importanti ritratti – la regina Vittoria, Mark Twain e altri – tutti racchiusi da un bordo scuro, quasi ad impedirne la fuga. L’espressionismo delle figure cede poi quietamente il posto ai colori pastello e al disegno rarefatto di illustrazioni e manifesti per l’infanzia.

Altre magnifiche signore accompagnano l’arte di Marcello Dudovich (1878-1962), italiano, il volto più noto del manifesto nel nostro paese. Decisione, eleganza e leggerezza, ombre e luci contrassegnano la sua opera che alterna rigorose geometrie a languidi panneggi.

Ancora un italiano, il conosciutissimo Sergio Tofano (Sto) (1886-1973). Il babbo del signor Bonaventura crea manifesti, tavole fuori testo, storie per ragazzi, copertine. Il suo segno è inconfondibile, flessuoso e deciso al tempo stesso, un alternarsi di vuoti e di pieni senza sfumature, leggero come i sogni.

Chiude la rassegna Kathleen Hale (1898-2001), statunitense, che esplora con infinite variazioni grafiche la vita del gatto Orlando in un caleidoscopio colorato di avventure feline. È un mondo magico e buffo, affollato di personaggi, oggetti, paesaggi e animali danzanti disegnati con tale maestria da evocare, qua e là, le figurine fluttuanti nell’aria di Chagall.

Grazie a Santo Alligo per l’abilità, la competenza e il gusto che ancora una volta ci hanno regalato tanta poesia.

Maria Elena Daverio

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