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«Sono un esploratore, mi piace navigare nel tempo». L’editore Alberto Mondadori



Questa breve scelta delle lettere di Alberto Mondadori, pubblicata per la prima volta nel 2014, nel centenario della sua nascita, e oggi riproposta in occasione dell’intitolazione ad Alberto del giardino della Biblioteca Sormani, è una testimonianza della sua febbrile attività di editore, animatore culturale, instancabile progettista. Le lettere coprono un arco di tempo che va dal primo dopoguerra, quando Alberto, giovane direttore editoriale, è impegnato con il padre Arnoldo a rilanciare l’attività dell’impresa familiare, fino agli anni cruciali della nascita e dell’affermazione de Il Saggiatore, la casa editrice da lui fondata nel 1958, esempio di quello che definiamo editore di progetto.
Tratto distintivo dell’attività di Alberto che traspare anche da questo breve epistolario è il multiforme interesse per ogni aspetto dell’attività editoriale, dal rapporto con gli autori, sempre amicale, come era nella tradizione familiare, alla progettazione di collane, titoli, opere enciclopediche, fino alla crescente attenzione al lettore nello sforzo, come egli stesso sottolinea in una lettera a Ranuccio Bianchi Bandinelli, «di far cessare la frattura sempre più avvertibile e sempre più dannosa fra cultura e vita». A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa le sue idee sul ruolo dell’editore e sulla funzione dell’editoria sono oggi, in questo «terribile intricato mondo», più necessarie che mai.

Luca Formenton Macola

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