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L’opera di Vincenzo Consolo e l’identità culturale del Mediterraneo


Negli ultimi anni è apparso sempre più chiaro che Vincenzo Consolo (1933-2012) è «il maggiore scrittore italiano della sua generazione», come scrive il grande critico e filologo Cesare Segre. La pub-blicazione delle sue opere nei Meridiani Mondadori ne ha sancito definitivamente la statura di “classico”, destinato a restare fra i grandi del secondo Novecento. Nato a Sant’Agata di Militello, fra Messina e Palermo, per tutta la vita Consolo ha scritto della Sicilia, «luogo bellissimo e tremendo», trasformandola in una densa metafora dei tanti Sud del pianeta, e del mondo tutto. Ma dal 1968 Consolo ha vissuto a Milano, diventata la sua seconda patria, e osservatorio privilegiato per guardare la Sicilia stessa: come già era accaduto a Verga, a Vittorini, a Quasimodo. Era doveroso che Milano, e in particolare l’Università degli Studi, dedicasse a Consolo un Convegno internazionale, con i migliori specialisti della sua opera. Il Convegno si propone di studiare Consolo sia nella densità polifonica della sua scrittura, sia nella complessità del suo impegno di intellettuale militante, prendendo come punto di riferimento la sua costante attenzione al Mediterraneo, spazio millenario, storico e favoloso insieme, di culture e di commerci, di incontro e scontro di lingue e identità. Non è certo un caso che Consolo abbia colto fin dagli anni ottanta l’importanza strategica dei nuovi processi migratori: una realtà oggi tragicamente sotto gli occhi di tutti, a conferma della lucidità e dell’attualità del suo sguardo. Dal 2018, inoltre, le carte di Consolo sono state depositate presso Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che le sta catalogando per metterle a disposizione degli studiosi, arricchendo il suo già vastissimo Archivio e pubblicando per l’occasione un volumetto della serie «Carte raccontate». La felice coincidenza fra il Convegno della Statale e il quarantesimo anniversario di Fondazione consente allo stesso tempo di rendere omaggio a un grande scrittore e intellettuale, e di sottolineare il ruolo e l’importanza strategica di una delle più prestigiose istituzioni culturali milanesi.

MERCOLEDÌ 6 MARZO

14.30 | Saluti di apertura
Elio Franzini
Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Milano

15.00
Coordina Alberto Cadioli
Università degli Studi di Milano

Gianni Turchetta, Università degli Studi di Milano, Introduzione ai lavori
Carla Riccardi, Università degli Studi di Pavia, Da Lunaria a Pantalica: fuga e ritorno alla storia?
Nicolò Messina, Universitat de València, Cartografia delle migrazioni in Consolo

16.30 | Pausa caffè

17.00

Corrado Stajano, giornalista e scrittore, Storia di un’amicizia
Dominique Budor, Université Sorbonne Nouvelle, “Gli inverni della storia” e le “patrie immaginarie”
Marina Paino, Università degli Studi di Catania, La scrittura e l’isola

GIOVEDÌ 7 MARZO

9.30
Coordina Irene Romera Pintor
Universitat de València

Sebastiano Burgaretta, etnologo e docente, L’illusione di Consolo tra metafora e realtà
Rosalba Galvagno, Università degli Studi di Catania, Il «mondo delle meraviglie e del contrasto». Il Mediterraneo di Vincenzo Consolo
Miguel Ángel Cuevas, Universidad de Sevilla, Della natura equorea dello Scill’e Cariddi: testimonianze consoliane inedite su Stefano D’Arrigo

11.00 | Pausa caffè

11.30
Daragh O’Connell, University College Cork, La notte della ragione: Nottetempo, casa per casa fra poetica e politica
Giuseppe Traina, Università di Catania, Per un Consolo arabo-mediterraneo
Salvatore Maira, Roma, scrittore e regista, Parole allo specchio


Responsabile scientifico
Gianni Turchetta
Segreteria
Chiara Melgrati

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