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«Il contrasto era sorprendente: mentre la foto satellitare lasciava apparire solo una mescolanza di verdi più o meno uniformi disseminata di vaghe macchie blu, la carta sviluppava un affascinante intrico di provinciali, di strade pittoresche, di punti di vista, di foreste, di laghi e di colli. Sopra i due ingrandimenti, in maiuscole nere, figurava il titolo della mostra: “LA CARTA È PIÙ INTERESSANTE DEL TERRITORIO”.»

Michel Houellebecq, La carta e il territorio

Franco Quadri era un editore insieme esploratore e cartografo. Il catalogo Ubulibri è la mappa del suo viaggio «dentro il teatro del mondo» (Renata Molinari). Trentadue anni dopo la prima spedizione Ubu del 1979, progettata già nel 1977 con la fondazione della casa editrice, la mappa si dispiega e chiude in una propria vasta completezza. Attraversato dalle strade della rappresentazione spettacolare, il territorio mappato si allarga dal continente del teatro a quello del cinema, della danza, della musica, della videoarte e della televisione: vengono tracciate le rotte della didattica, segnalati i centri eruditi della saggistica, le capitali dei maggiori festival, ingrandite al fuoco della lente d’ingrandimento nel reticolo degli happening e degli interventi ai convegni. La geografia della carta disegnata al 2011 rappresenta un territorio enorme: quasi sterminato, aggiornato alle ultime grandi scoperte, e stratificato nelle vestigia archeologiche dei classici dello spettacolo.

Questa cartografia è frutto di innumerevoli viaggi, e ampliamenti di orizzonti e allargamenti di confini. Il disegno finale e complessivo fonde perfettamente le tappe in una topografia coerente. Un ragionamento sui momenti di questa compilazione, che li individui e separi nella progressione delle aggiunte, deve partire dalle pagine dei diari di viaggio.

I diari di Franco Quadri e della sua compagnia Ubu sono i fascicoli dei cataloghi Ubulibri. Libretti che registrano, anno per anno, le nuove pubblicazioni e fanno il punto sui volumi già editi. Ma non solo. Ogni anno diversi nella veste editoriale, rigorosa, elegante, o bizzarra, fantasiosa o stravagante, nascono in un formato molto allungato verticalmente (catalogo 1984, ad esempio), tipicamente Ubu; da sfogliare regolarmente, come un libro, tenendo verticale il dorso graffettato, o da ruotare, le pagine da voltare dal basso all’alto lungo il dorso coricato orizzontalmente (catalogo 1999). Oppure, possono essere la piegatura di un foglio unico in origami, che sventagli la proposta delle nuove pubblicazioni sulle due facce del largo foglio secondo il dispiegamento delle piegature (catalogo 2002), illustratissime. La ricchezza di immagini, fotografie e giochi per l’occhio, impreziosisce queste pagine e questi fogli – si osservi il bianco e nero in doppia pagina di Carmelo Bene e Roberto Benigni nel catalogo 1984: compresenti i due sul palco della seconda edizione dei Premi Ubu, e divisi dall’espressione del viso, dalla pungenza dello sguardo, dal carico di coppe, e dalla piega di costa. Possono offrire descrizioni “da quarta” delle nuove pubblicazioni (si leggano le presentazioni a tutta pagina dei “Film ubulibri” dedicati alle sceneggiature di Wenders nel catalogo 1984), o pubblicare in gran riquadro estratti dei nuovi testi editi (come nel catalogo 2005 gli assaggi da Teatro IV, Il presidente, di Thomas Bernhard, o da Germania 3. Spettri sull’uomo morto di Heiner Müller). Possono poi nascondere la propria datazione: non riportare l’anno di riferimento, ma suggerire il termine post quem dell’ultimo annuario pubblicato. Sono guide: ma talvolta per enigma, ubuescamente. Chiusi e voltati, i cataloghetti offrono infine il suggerimento di «una raccolta di informazioni come sogno di una “rivista” on-line»: virtuale avvio ad una navigazione nel sito ubulibri.it, da solcare su acque telematiche cui approdare a porti e scali secondo le coordinate della carta Ubulibri.

1984

1999

2002

2005

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