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Nel 1936, l’opera di Margaret Mitchell, con il linguaggio vivido e suggestivo della letteratura, raffigura temi di tragica attualità per l’America appena uscita dalla Grande depressione, ne cattura l’essenza e colloca la vicenda in una precedente epoca di grande crisi, gli anni Sessanta del XIX secolo.
A dipingere però l’America della Guerra civile non sono unicamente lo stile di vita del Sud, la schiavitù o gli yankees, ma sono gli individui, che su questo sfondo nascono, crescono, si amano, si risollevano, muoiono.
Tutti i personaggi di Via col vento dedicano la loro vita alla «ricerca della felicità», quella felicità sancita anche dalla Dichiarazione di indipendenza. Ogni singolo personaggio di questo racconto è quindi un ritratto di un pezzo di America.
Ed è significativo che al bestseller internazionale si accompagni, anche in un paese che sta faticosamente superando gli effetti della crisi del 1929 e ha perso gran parte delle certezze sull’economia di mercato, una iniezione di «self-helpismo».
Da questa opera unica, nasce un film altrettanto unico per durata e respiro epico, sottolineato da una colonna sonora egualmente indimenticabile.
Il successo globale del libro e del film apre la strada a svariati tentativi di trasposizione in altri media: Mondadori da par suo tenta la strada del fotoromanzo e della riduzione a fumetti, senza fortuna. La multimedialità e multicanalità di Via col vento si ferma dunque sulla soglia di due prodotti di enorme risonanza che sono però sufficienti a marcare in modo indelebile l’immaginario collettivo, nella certezza che nulla può sostituire nell’animo di lettori e spettatori Clark Gable e Vivien Leigh nei panni di Rhett e Rossella. Rossella e la terra, la «terra rossa» di Tara, Rhett e il suo «me ne infischio».
Alla fine degli anni Trenta Via col vento fruttò alla Mitchell e ai suoi eredi molte centinaia di migliaia di dollari, prevalentemente in diritti d’autore. Malgrado le tasse, la Seconda guerra mondiale e la morte prematura dell’autrice, l’accurata gestione del patrimonio da parte della famiglia ha incrementato il capitale negli anni portandolo a decine di milioni di dollari. Molto di questo denaro è devoluto a istituzioni di beneficenza, a università, a borse di studio per ricercatori, al mantenimento di luoghi storici quali l’Oakland Cemetery di Atlanta, dove riposa tutta la famiglia Mitchell.
Ultimo superstite della famiglia Mitchell è il pronipote di Margaret, Joseph Mitchell, che vive ancora in una storica dimora di Atlanta, dopo che il padre aveva fatto demolire nei primi anni Cinquanta del XX secolo la casa di famiglia in Peachtree Street.
Essendo Joseph senza figli, nessuno sa chi sarà il prossimo erede del cospicuo patrimonio.

Ringraziamenti
Un “QB” su Via col vento non può essere che un colossal. E la costruzione di un colossal richiede una squadra affiatata.
Ringrazio la FAAM che mi ha dato l’opportunità di rivivere con questo lavoro emozioni dimenticate, in particolare Vittore Armanni, Tiziano Chiesa, Anna Lisa Cavazzuti, Luca Maccarelli, Marco Magagnin e Irene Zanella, che mi hanno aiutato nel paziente lavoro di tessitura e fornito ogni sorta di suggerimento; mia sorella Gabriella per averci prestato una rara edizione illustrata del romanzo e per le traduzioni dal tedesco; Doriana Giudici e Giorgio Tavani per la consulenza biblica; Tyll Weber-Carstanjen e Rossella Conti per i suggerimenti «psicoanalitici» sulla personalità di Scarlett; Rosalba e Massimo Furiga che hanno verificato notizie storiche, segnalato curiosità inedite e imbandito pranzi e cene di sostegno; gli amici che con mille idee hanno sostenuto l’impresa.
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