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La restante parte del fondo è costituita dalle “Carte di lavoro” di Murialdi organizzate in più partizioni, la più consistente delle quali è la sottoserie “Giornalismo/saggistica”.
Le intestazioni dei fascicoli richiamano un progetto editoriale o un’opera (ad esempio i fascicoli intitolati “Le veline del ventennio”, “La Traversata “) o una tematica di interesse per gli studi o gli articoli di Murialdi (es. “Resistenza / discussioni e documenti”, “Professione giornalista”) o talvolta fanno riferimento a un genere letterario, come ad esempio il fascicolo “Recensioni” dove Murialdi ha raccolto con cura i ritagli stampa delle recensioni ad alcuni dei suoi più importanti saggi, quali La stampa italiana del dopoguerra, Come si legge un giornale, Storia del giornalismo italiano e Intervista sul giornalismo italiano. Piero Ottone. All’interno di questi fascicoli Murialdi raccoglie diverse tipologie di documenti: generalmente corrispondenza, appunti, scritti, ma anche materiali a stampa, soprattutto ritagli da quotidiani e riviste con precise annotazioni manoscritte. Tra queste carte sono stati individuati nuclei omogenei relativi ad alcune significative esperienze professionali di Murialdi; come quella nella redazione del «Giorno». Nel 1956, infatti, quando nasce il quotidiano di Enrico Mattei, Cino Del Duca e Gaetano Baldacci, Murialdi, che lavorava allora al «Corriere della sera», viene assunto inizialmente con l’incarico di vice redattore capo e successivamente, a partire dal 1960, come redattore capo per il quotidiano e i relativi supplementi. In particolare segnaliamo la presenza di un ricco carteggio tra Murialdi, in quegli anni responsabile della pagina letteraria, e Alberto Arbasino, Pietro Citati e Attilio Bertolucci.

Lettera di Valentino Bompiani, 13 febbraio 1968

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