L’apertura e la valorizzazione degli archivi e dei depositi è una delle trasformazioni culturali più significative e impetuose, ma meno raccontate e studiate, del nostro tempo.
Archivisti, architetti, curatori, storici e studiosi intervenuti al convegno internazionale Architexture, organizzato da Fondazione Mondadori alla Triennale di Milano a novembre 2025, raccontano da diverse prospettive un processo entusiasmante di condivisione del sapere che ha a che fare con il modo in cui organizziamo il passato in funzione del presente e che gira intorno ad alcune domande cruciali: Che cosa diventano archivi e depositi quando si aprono al pubblico? Cosa dice di noi questo desiderio di archiviare e rendere visibile tutto, da un punto di vista culturale, sociale e ambientale? In tempi di forte disintermediazione culturale, la democratizzazione della cultura può tradursi in una sua svalutazione e spettacolarizzazione?
Tre domande che il libro esplora secondo altrettante direttrici: spazio, rete, ambiente. Lo spazio ha a che fare con le architetture e i luoghi concreti in cui questa apertura si attua; la rete riguarda le connessioni che, soprattutto grazie al digitale, collegano archivi fisicamente lontani, comunità di utenti e istituzioni in un unico tessuto informativo; l’ambiente parla del costo e delle conseguenze concrete di questo processo.
CON INTERVENTI DI: Elisa Amodeo, Cristina Baldacci, Carlo Birrozzi, Giovanna Borasi, Maria Canella, Gus Casely-Hayford, Giulia Cavenago, Emelie Chhangur, Gabriella Giannacchi, Lab Biennale, Winy Maas, Andrea Montorio, Ilaria Parini, Jeffrey Schnapp, Antonio Somaini, Eira Tansey