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Alberto Tedeschi



a cura di Laura Del Miglio e Vittore Armanni

Questo numero di QB è dedicato alla figura di Alberto Tedeschi, tra i principali artefici della ricezione della narrativa poliziesca in Italia.

Presentare la biografia e il lavoro editoriale di Alberto Tedeschi significa dar conto del successo della narrativa poliziesca nel nostro paese. Molto conosciuto e apprezzato dagli addetti ai lavori, Tedeschi condivide con altri mondadoriani un ruolo dietro le quinte che lo rende poco noto al grande pubblico. Al pari di Piceni, Sodini, Montano, Gallo e molti altri, Tedeschi rientra infatti nel novero di quei funzionari o consulenti di livello che fecero la fortuna della casa editrice applicando le loro competenze e conoscenze allo sviluppo di generi, collane, progetti editoriali di grande significato e importanza. Alla letteratura gialla Tedeschi dedicò un cinquantennio di alacre e ininterrotto lavoro editoriale e grazie alla sua mediazione culturale, di cui rimane consistente traccia nei pareri di lettura, egli fu non solo artefice del gusto di più generazioni di lettori, ma anche maestro e caposcuola di un gruppo di editor (tra gli altri Gian Franco Orsi, Laura Grimaldi e Marco Tropea), destinati a divenire a loro volta figure di riferimento per la diffusione del genere in Italia e per il suo accoglimento, seppure tardivo, da parte della critica letteraria più sensibile.
Alcuni documenti qui presentati provengono dalla serie archivistica Segreteria editoriale estero (1926-1987), ultimo versamento dall’archivio Mondadori, della quale è appena stato ultimato il riordino e l’inventariazione grazie anche al contributo di Fondazione Cariplo.




Nato a Bologna nel 1908, all’età di nove anni Alberto Tedeschi si trasferì a Milano con la famiglia.
Fin dagli anni della formazione secondaria superiore manifestò una spiccata propensione per le lingue straniere: all’apprendimento del francese presso il liceo classico Parini affiancò infatti l’inglese, studiato privatamente con un’insegnante che, oltre ai classici della letteratura britannica come Dickens o la Austen, gli propose letture novecentesche, tra le quali i romanzi di Edgar Wallace.

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Tutto ebbe inizio quando, nel mese di marzo del 1929, dopo aver constatato il grande successo registrato all’estero dal genere, Arnoldo Mondadori e Lorenzo Montano decisero di avviare anche in Italia una collana, “I libri gialli”, pubblicando La strana morte del Sig. Benson di Van Dine.

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I pareri di lettura, destinati come è noto alla sola circolazione interna (cfr. QB3 e descrizione serie), si sono rivelati di importanza cruciale per orientarsi nel multiforme lavoro editoriale di Tedeschi: attraverso i suoi giudizi è stato infatti possibile riportare alla luce preferenze e idiosincrasie, entusiasmi non effimeri e stroncature senza appello.

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Il fondo bibliografico Tedeschi-Tropea, versato in Fondazione da Marco Tropea in due tranche nel 2002 e 2005, si è costituito sulla raccolta di testi di genere (in prevalenza giallistica) appartenuti ad Alberto Tedeschi, incrementati negli anni dal nipote Marco Tropea con volumi che spaziano dalla fantascienza al fumetto, dallo spionaggio alla grafica.

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Nel 2004 Gian Franco Orsi, già collaboratore di Alberto Tedeschi, concede un’intervista a Laura Del Miglio, in quel momento impegnata nella preparazione della tesi di laurea. In seguito la “Rivista del mistero” riprende la trascrizione pubblicandola nel fascicolo n. 3 della nuova serie (marzo 2007). Si presenta qui un breve ma significativo stralcio da quella conversazione.

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Non sono frequenti le fotografie di Alberto Tedeschi: grazie a Gian Franco Orsi è stato possibile acquisire alcuni scatti effettuati in occasioni pubbliche. Il Centro di documentazione Mondadori ha contribuito con altre due immagini, tra le quali quella riprodotta a fianco che lo ritrae al tavolo di lavoro nella redazione gialli.

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