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Tranne poche eccezioni, nel periodo che va dal secondo dopoguerra alla fine degli anni settanta la maggior parte degli autori italiani più noti è stata rappresentata dall’Agenzia letteraria internazionale: accedere alla biblioteca storica Ali significa, pertanto, avere la possibilità di consultare una mappa pressoché completa dei movimenti letterari di almeno tre decenni di storia italiana, e allo stesso tempo potersi fare più di un’idea sui flussi «migratori» che hanno portato i libri italiani ad essere tradotti e letti in ogni parte del mondo. Sulla base del campione dei circa 2.000 titoli presenti nel fondo, è possibile ricostruire le vicende delle opere e dei generi che hanno valicato le Alpi e si sono imposte all’attenzione del mondo. Benché nel fondo non siano conservate tutte le edizioni estere di tutte le opere che sono state via via esportate dagli autori Ali, è evidente che esso sia uno spaccato piuttosto fedele dell’andamento delle esportazioni nostrane: gli autori maggiormente rappresentati sono infatti Calvino, Morante, Ginzburg (Natalia), Buzzati, Eco, Levi (Primo), Magris, Montanelli, Pavese, Rodari, Scerbanenco, Sciascia, Tabucchi, Vittorini – tutti «mostri sacri» delle lettere italiane e personaggi di sicuro appeal su editori e lettori stranieri.


Non è naturalmente possibile, in questa sede, rendere conto delle vicende di ognuno di loro, così come ci porterebbe troppo lontano avviare un percorso attraverso tutte quelle pubblicazioni (dalla cucina all’oroscopo, dalla lirica al turismo, dal design ai libri per l’infanzia) che costituiscono la spina dorsale dell’export italiano; allo stesso modo, il fondo Ali permetterebbe un’incursione insieme divertente e proficua in un ambito finora poco esplorato, quello degli autori poco noti o «dimenticati» eppure tradotti, che qui sono spesso rappresentati da un unico titolo: da Paolo Spriano, partigiano torinese e storico del movimento operaio italiano, a Iolanda Da Forno e Chiara de Mancini, autrici negli anni Novanta di un diffuso manuale di grammatica e conversazione italiana per gli studenti tedeschi, da Giorgio Fano, misconosciuto autore triestino per ragazzi, al mazdeista Michele Moramarco, autore di studi enciclopedici sulla massoneria e di un volume sul gruppo dialettale milanese I Gufi, e così via.


Il percorso che si propone di seguito è più tradizionale e allo stesso tempo più documentato: si sono scelti due casi di autori campione (Calvino e Alberoni), sulla base della cospicua presenza nel fondo di versioni dei loro testi e dello stretto rapporto intrattenuto nel tempo con l’Agenzia letteraria. Nei ricchissimi carteggi tra Erich Linder e i suoi assistiti, infatti, si possono individuare interi filoni legati alla vendita di diritti in paesi stranieri, alle problematiche di traduzione, diffusione e – perché no? – marketing, e alle difficoltà che un autore che scrive in una lingua nobile ma provinciale incontra nel tentativo di ricavarsi nel mondo lo spazio che gli è proprio.

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