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Enzo Ferrieri nasce a Milano il 7 giugno 1890 da una famiglia che annovera – tanto nel ramo del padre Pio, quanto in quello della madre Rosina Magenta – docenti universitari e scrittori. Nel 1909 si iscrive ai corsi di medicina dell’Università degli Studi di Pavia come studente interno del Collegio Ghislieri e, dopo alcuni problemi di salute e alcune traversie accademiche, consegue la laurea in Giurisprudenza nel 1914.
Nel 1920 fonda a Milano la rivista «Il Convegno» che, battezzata dalla firma di Pirandello, si distingue sin dai primi numeri per la varietà dei collaboratori e degli argomenti proposti. Nello stesso anno inaugura una libreria in via Montenapoleone e, l’anno successivo, fonda «Il Convegno editoriale», una piccola casa editrice che stampa, tra gli altri, Risveglio di primavera di Frank Wedekind e I Canti anonimi di Rebora.
Nel 1922 da vita al Circolo del Convegno, sede di conferenze e concerti, uno spazio comodo e signorile nei locali di palazzo Gallarati Scotti, al civico 7 di via Borgospesso, traversa di via Montenapoleone. Nelle sale del Circolo si organizzano incontri con le personalità più significative del panorama italiano ed europeo: da Clemente Rebora a Charles Du Bos, da Giuseppe Antonio Borgese a Paul Valéry, da Giovanni Prezzolini a Henry Pruniéres.
Nel 1924 inaugura in via Magenta il Teatro del Convegno dal quale passeranno alcuni tra coloro che hanno segnato le tappe della storia del teatro: Appia, Carrà, Pirandello, Rosso di San Secondo.
Parallelamente, a partire dal 1926, si interessa al cinema nella triplice veste di mediatore internazionale, conferenziere e critico.
Nel 1930 è nominato direttore artistico dell’Eiar, carica che ricopre per circa un biennio; l’anno seguente pubblica sulle pagine della sua rivista un manifesto sulla radio: La radio come forza creativa e promuove un’inchiesta tra le fila dei letterati sul valore del linguaggio del nuovo mezzo di comunicazione.
Dalla metà degli anni trenta svolge a lungo l’attività di regista radiofonico e critico teatrale mettendo in onda più di seicento opere del repertorio teatrale d’ogni paese: si deve a lui la prima diffusione radiofonica in Italia di autori come Saroyan, Eliot, Garcia Lorca, Synge, Giraudoux.
Dal 1956, per cinque anni, dirige il Nuovo Teatro del Convegno in via Omenoni, aperto alle novità, che presenta Moravia e Tenessee Williams, Graham Greene e Bacchelli, Brancati e O’ Neill. Lo tiene in vita finché ha i mezzi, chiudendolo soltanto dopo aver speso la liquidazione e i risparmi del suo lavoro di dirigente radiofonico.
Nel 1963 il Comune di Milano gli assegna la medaglia d’oro perché «animato da instancabile fervore, ha proposto alla attenzione dei milanesi, con audace spirito di ricerca, le espressioni più notevoli dei valori letterari, musicali ed artistici europei dell’ultimo mezzo secolo sia attraverso le iniziative generate dalla rivista «Il Convegno», sia mediante l’assidua opera di regista teatrale, di giornalista e di critico, sensibile e attento verso gli orientamenti di pensiero originalmente attuali».
Muore a Milano il 4 febbraio 1969.

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