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Vittorio Spinazzola: il ricordo di Fondazione Mondadori


È forte il legame che negli anni Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori ha costruito con Vittorio Spinazzola: un legame che nasce intorno a quella stretta relazione che unisce autori – editori – pubblico e che trova nel concetto di mediazione editoriale la sua sintesi e nel master in editoria da lui promosso con Enrico Decleva la sua espressione più fortunata.

Se nel 1981, in occasione del primo convegno promosso da Fondazione, Vittorio Spinazzola era chiamato subito dopo Valentino Bompiani a parlare di scrittori, lettori e editori nella Milano delle due guerre, è nel 1997 che, insieme a Enrico Decleva e Alberto Cadioli, cura una serie di incontri destinati a fare il punto con studiosi italiani e internazionali sullo stato degli studi in editoria, incontri che confluiranno nel volume La mediazione editoriale, un punto di riferimento imprescindibile per chi voglia accostarsi al mondo dell’editoria in tutta la sua complessità.

Nel 1998 esce per Fondazione e il Saggiatore il primo numero di Tirature, l’annuario curato da Spinazzola, precedentemente pubblicato da Baldini Castoldi e Einaudi, per «mettere in rapporto il mondo della letteratura e il mondo dell’editoria, nelle loro diverse logiche e nell’interdipendenza delle rispettive responsabilità verso i lettori».
A partire dal primo numero, Una modernità da raccontare: la narrativa italiana degli anni Novanta, si susseguono fino ad oggi approfondimenti su poesia, generi e canoni letterari, postmoderno e new realism, ma anche graphic novel e videogiochi, serialità e lieto fine.

È del 2002 la prima edizione del Master in editoria da lui diretto e promosso dall’Università degli studi di Milano con Fondazione Mondadori e Aie; un modello di collaborazione tra pubblico e privato, che con le sue diciotto edizioni è il più longevo della sua categoria.

Tra i suoi contributi più importanti pubblicati da Fondazione e il Saggiatore ricordiamo nel 2001 La modernità letteraria, nel 2007 L’egemonia del romanzo e nel 2012 Alte tirature. La grande narrativa d’intrattenimento italiana, senza dimenticare il prezioso contributo all’analisi di figure chiave dell’editoria italiana del secolo scorso, come Erich Linder e Oreste del Buono.

In lui Fondazione ha avuto un maestro, ma anche un amico con cui condividere le ansie e le fatiche di un percorso comune. Ci mancherà moltissimo, ma ci auguriamo di poter continuare nella direzione tracciata insieme alle generazioni di studiosi e ricercatori che si richiamano alla sua scuola e con cui ci ha insegnato a lavorare.

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