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Il rapporto che lega dal primo momento autore ed editore travalica quello del semplice e reciproco interesse economico, e si basa su un intesa di base fondata su alcune somiglianze caratteriali e altre differenze sostanziali che fanno di Hemingway una sorta di mito per il giovane Alberto. I loro giorni a Cortina, estremamente produttivi anche da un punto di vista progettuale (serie e premio Hemingway), saranno sempre ricordati con particolare piacere da entrambe le parti, e il loro dialogo epistolare inaugurato nel 1948 continuerà fino al 1961 tra alti e bassi, lettere affettuose e anche qualche rimprovero. Nonostante le difficoltà linguistiche (Alberto non conosceva l’inglese) e quindi una continua trasposizione da una lingua all’altra, si creerà un intenso legame di amicizia.

 

Alberto Mondadori con Ernest Hemingway mentre firma alcune copie dei suoi romanzi nella “Medusa”; accanto a lui Guido Lopez e Mimma Mondadori.


Da queste poche e scherzose righe, dove si fa riferimento probabilmente al nomignolo che l’allegra comitiva si era data in onore delle serate trascorse insieme degustando il vino locale (“bota” in veneto è la bottiglia), si intuisce il rapporto di fiducia da un lato e stima dall’altro che si è costruito in quei pochi ed epici giorni trascorsi insieme a Cortina.

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Hemingway con la moglie Mary nel 1948 a Cortina, dove risiede prima all’albergo Concordia e poi a Villa Aprile, il cui affitto viene interamente pagato dalla Mondadori.

[fonte: Media gallery della JFK Library di Boston]


In questa lettera di Alberto a Hemingway del novembre 1948 si intravede il progetto avviato dal loro primo incontro a Cortina, la serie Hemingway, ma soprattutto si legge la volontà dell’editore di stringere una sincera amicizia: «I wished not to ennoy you and to be a friend and not alone business man for you».

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Mary Hemingway scrive ad Alberto il 17 maggio 1950 in merito al contratto di Across the River, rimasto in sospeso per il silenzio di Hemingway fino a quel momento, e lo tranquillizza sulla futura pubblicazione sotto la sigla Mondadori dei racconti che sta attualmente scrivendo. La particolarità della lettera sta nelle annotazioni di Hemingway, un segno del legame con Alberto che cerca di rassicurare personalmente rafforzando quanto scrive la moglie con brevi commenti a penna. Ad esempio, a proposito dei racconti Mary scrive: «there isn’t any great hurry about the Stories; but, Papa says, you will surely get them» ed Hemingway, firmandosi: «You must certainly will».

Mary Hemingway


È questa una delle prove più tangibili della stima che Alberto provava per Hemingway, tanto da raccontargli con dovizie di particolari il progetto di fondare Il Sagittario (non ancora Saggiatore). Come si ricava dalla copia tradotta, la lettera si può datare al 31 marzo 1958 anche se vi sono prove di abbozzo precedenti, in particolare un appunto su un foglio volante dove si ritrovano alcune delle intense frasi poi riportate nel documento inviato: «mi sento una specie di partigiano sperduto in una foresta, che sta combattendo da solo la sua guerra di liberazione!». Tanta è la nostalgia delle vacanze insieme a Cortina e la voglia di rincontrarsi per parlare a voce di tutte le cose che si affollano in queste tre dense pagine, che si concludono con la richiesta di un racconto inedito da pubblicare sotto la nuova insegna editoriale.

Alberto_Sagittario


Questa è l’ultima lettera del fascicolo Hemingway inviata ad Alberto. È il 16 aprile 1960, poco più di un anno separa lo scrittore americano dal gesto estremo che gli costerà la vita. Il testo è breve, Hemingway si giustifica per non aver fatto avere più sue notizie perché lavora e non ha quasi scritto lettere ad altri se non per le emergenze. Tra le righe però si legge di un uomo stanco, preoccupato degli affetti più che della scrittura. Con toni quasi di congedo rassicura l’amico e lo invita a prendersi cura della moglie e della sua famiglia: «take good care of Virginia and yourself and give my very best regards, as always, to your father and family». E lo saluta così: «Always, Your friend, Mister Papa».

Ad Alberto_1960


Hemingway si uccide il 2 luglio 1961. Il giorno dopo la Mondadori invia il necrologio a nome di consiglieri e dirigenti della casa editrice, ricordando brevemente il suo valore di autore di fama mondiale, unitamente al comunicato del Saggiatore che invece sottolinea soprattutto l’impegno antifascista di Hemingway. Al di là della cortina ufficiale, è comunque tangibile il dolore personale di Arnoldo e di Alberto per aver perso così tragicamente un grande autore l’uno, un grande amico e modello l’altro.

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